Metà dei medici abortisti lascia l’attività dopo la legge pro-vita texana


ALCUNI MEDICI, PRIMA DELL’ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE DEL TEXAS CHE LIMITA FORTEMENTE LA PRATICA ABORTIVA, HANNO ESEGUITO TUTTI GLI ABORTI CHE SONO RIUSCITI A PRATICARE. COSI’ UN MEDICO HA ESEGUITO 67 ABORTI IN SOLE 17 ORE…

Di Angelica La Rosa

 

Dopo la approvazione della nuova legge pro-vita “Hearbeat” nello stato del Texas, quasi la metà dei medici abortisti della clinica Whole Woman’s Health ha lasciato il lavoro in quell’istituto. Whole Woman’s Health, insieme a Planned Parenthood, è uno dei maggiori fornitori di servizi per l’aborto al mondo.

Grazie a un mass media di sinistra è stata annunciata la notevole diminuzione dei servizi per l’aborto nello stato, con solo 8 istituzioni ora attive, quando prima del 1° settembre 2021 erano 17.

Questa nuova legge (SB 8) vieta l’aborto una volta che è possibile rilevare il battito cardiaco fetale, che generalmente si verifica alla sesta settimana di gravidanza. Allo stesso modo, la legge ha un proprio meccanismo di attuazione, che funge da mezzo per le cause civili intentate dai cittadini verso coloro che forniscono servizi di aborto o sono complici di tali pratiche.

Alcuni medici, prima dell’entrata in vigore della legge, hanno eseguito tutti gli aborti che sono riusciti a praticare, tanto che un medico ha eseguito 67 aborti in sole 17 ore…

Hagstrom Miller, CEO di Whole Woman’s Health, ha dichiarato che per i medici abortisti “i rischi associati alle controversie relative all’applicazione della SB 8 potrebbero essere disastrosi per le loro carriere”.

Di “macellai”, aggiungiamo noi!

 


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