Un’immagine miracolosa della Vergine venerata nella Città Eterna, dalla storia drammatica e di perenne attualità


SANTA MARIA DEL PIANTO AI CATINARI

Di Paola Liberotti

Presso l’isola Tiberina, tra il Tevere e Largo di Torre Argentina, proprio nel cuore del ghetto, sorge, poco appariscente in verità, la Chiesa di Santa Maria del Pianto ai Catinari, così detta per la vicinanza con la più famosa San Carlo. Essa deve la sua fama alla presenza di una delle tante immagini miracolose della Vergine venerate nella Città Eterna, dalla storia drammatica e di perenne attualità.

Si parte dalla cronaca di un vile ed empio fatto di sangue avvenuto nel rione Regola il 10 gennaio 1546, nei pressi dell’Arco dei Cenci, già tristemente famoso per la tragedia che travolse quella famiglia. Ebbene, in quel giorno fatale, due giovani stavano giocando in strada: ma ben presto il gioco degenerò in lite, e, come talora purtroppo accade, dalle parole si passò alle mani. Uno dei due atterrò l’altro e, estratto un pugnale in preda all’ira, stava addirittura per ucciderlo. Questi chiese disperatamente la grazia al compagno di gioco, in nome della Vergine Maria raffigurata in un affresco con il Bambino in braccio su una parete di un edificio della strada. Il giovane, all’invocazione di clemenza in nome della Madonna, gettò quindi il pugnale per terra e aiutò il rivale ad alzarsi, ma questi lo raccolse e, come narrano le cronache del tempo, “in premio d’avergli donata la vita, empiamente l’uccise”.

Davanti a questo fatto terribile “la Santa Imagine scaturì per gl’occhi abbondantissime lagrime”, che un sacerdote spagnolo, presente al fatto, raccolse in un fazzoletto. Tutte le persone che accorsero, gran parte ebrei, videro che l’immagine sacra versava lacrime copiose dagli occhi. Lo stupore fu grande, e gli accertamenti effettuati non riuscirono mai a spiegare razionalmente il fatto miracoloso…

Nello stesso anno, dal muro venne staccato l’affresco della Madonna, che fu collocato nella vicina chiesa di San Salvatore in Cacaberis: così detta dalle botteghe di fabbricanti di caldaie, catini e vasi di rame che ancora oggi danno il nome alla via adiacente, e avevano la propria parrocchia lì vicino, in San Carlo ai Catinari. Nello stesso anno si costituì la Confraternita di Santa Maria del Pianto, alla quale fu affidata la chiesa di San Salvatore, che, riconosciuta da Papa Paolo III, occupò una posizione strategica nel ghetto, ai fini della catechesi degli ebrei romani.

Nel 1608 venne demolita la vecchia chiesa per costruire la nuova dedicata a Santa Maria del Pianto, solennemente inaugurata nel 1612, anche se tuttora risulta incompiuta e priva della facciata.

Oggi Santa Maria del Pianto, affidata agli Oblati di Maria Vergine, è la “chiesa ufficiale” della vicina associazione di volontariato internazionale “Italia Solidale”, e ospita tuttora al suo interno quella sacra immagine, ritenuta fin da allora il primo caso di lacrimazione documentato dalle cronache delle autorità capitoline: la festa si celebra l’ultima domenica di gennaio. Un preludio, più di due secoli prima, di ciò che avvenne nel 1796, quando, nell’arco di alcune settimane, ben centoventidue immagini sacre della Vergine Maria, in tutto lo Stato Pontificio, continuarono a muovere gli occhi sotto lo sguardo attonito della popolazione. Proprio in quel fatale periodo storico, infatti, Napoleone stava invadendo l’Italia e, giunto ad Ancona, dove anche il quadro della Madonna del Duomo di San Ciriaco già da mesi muoveva gli occhi, ebbe addirittura l’intenzione di distruggere la sacra immagine: ma, guardandola, cambiò improvvisamente idea e ordinò di lasciarla stare, anche se doveva rimanere coperta…

L’affresco di Santa Maria del Pianto, tra l’altro, è particolare perché la Madonna porge al bambino Gesù una mela. E’ l’immagine evidente del frutto proibito attraverso il quale il peccato originale è entrato nell’uomo, ma che diventa ora il Frutto Divino del suo seno che Maria dona a noi, Suoi figli: il Salvatore Gesù Cristo, l’unico che possa veramente liberarci dal potere di satana, come preannunciato fin dalle prime pagine del Libro della Genesi.

*Legio Mariae – Roma

 


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