Cronache rosa da una rossa che dimentica il comune senso del pudore


IL RISPETTO DOVUTO AD OGNI INTIMITÀ, CHE SERVE A TUTTI, È STATO DIMENTICATO DALLA BOCCASSINI?

Di Diego Torre

Ilda Boccassini, magistrato d’assalto, detta “la rossa” per il colore della tintura dei suoi capelli e quello delle sue idee politiche, ha dato alle stampe un libro di memorie, nel quale rivela di un amore platonico e professionale con Giovanni Falcone, dalla cui statura di uomo e magistrato rimase conquistata. La notizia non ci interesserebbe se non lambisse la figura di un uomo a cui la Sicilia e l’Italia tanto debbono. Non è il caso di riferire i particolari, descritti con una prosa peraltro apprezzabile, né interrogarci sulla veridicità di quanto scritto.  E’ un’altra la domanda che ci poniamo.

Per ciò che rappresenta Giovanni Falcone, per tutti coloro che ancora l’amiamo, che utilità vi può essere nel ricordo di un momento di debolezza (Falcone era sposato con Francesca Morvillo che morì poi insieme a lui nell’attentato di Capaci) a bordo di un aereo in una trasferta di lavoro? Qual é l’utilità sociale, il contributo di lotta alla mafia, il servizio alla storia? Sicuri come siamo del senso civico dell’ex-pm milanese, ora tre volte nonna, ci sfugge l’opportunità di tale narrazione.

In un tempo lontano un “gentiluomo” non rivelava mai l’identità di una “signora” con  cui aveva avuto una “storia d’amore”, per non incrinarne la “rispettabilità”. Sarebbe troppo sperare che in questo tempo di femminismo rampante lo stesso avvenga anche a ruoli invertiti? Soprattutto in assenza del diretto interessato? E ciò sia, non per un moralismo di facciata che non serve ad alcuno, ma per il rispetto dovuto ad ogni intimità che serve a tutti.

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Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso e presidente dell’omonima fondazione,  dopo un iniziale silenzio, riferendosi ai contenuti della rubrica satirica di Ottavio Cappellani curata sul quotidiano isolano “La Sicilia”, tra l’altro scrive:

“Quel che allarma innanzitutto è che sembra si sia smarrito ormai qualunque senso del pudore e del rispetto prima di tutto dei propri sentimenti (che si sostiene essere stati autentici), poi della vita e della sfera intima di persone che, purtroppo, non ci sono più, non possono più esprimersi su episodi veri o presunti che siano e che – ne sono certa – avrebbero vissuto questa violazione del privato come un’offesa profonda”.

Già, il senso del pudore! Quel senso di naturale riserbo verso ciò che è più intimo e riservato! Non è certo il libro di Ilda la rossa a creare il problema, ma una cultura ed una conseguente società disancorate da ogni forma di padronanza di sè. Viviamo in un tempo in cui mettere in piazza i propri sentimenti è diventato ovvio se non obbligatorio. Anzi, va addirittura spettacolarizzato!

Mamma Tv con le sue degradate e degradanti trasmissioni sta educando da molto tempo le nuove generazioni a vivere con disinvoltura tale atteggiamento, le cui matrici recenti potremmo cogliere soprattutto nel 68 e nella rivoluzione sessuale.

L’effetto è sotto gli occhi di tutti: banalizzazione pansessualistica del corpo, volatilità dei sentimenti, nessuno progetto o prospettiva anche di medio termine; un sostanziale degrado della persona umana e dei suoi rapporti col prossimo. Così non si va verso alcuna libertà, ma verso la fine della dignità umana.

 


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Il femminismo ha attecchito, perchè trionfava il maschilismo. “Chi porta i pantaloni?”. Per farci rispettare abbiamo dovuto togliere il velo. E così, da siciliana, posso dire.. e ci levammo pure … “cappedda e cappiddera”.
Ricordando il passo di San Giuseppe, che possa illuminare gli uomini su tal fronte, che non penso mai di ripudiare Maria, pur assalito dal dubbio, ci insegna che chi ama non ferisce, non nuoce e anzi “copre”, preferisce morire lui, anche solo socialmente, piuttosto che fare il male dell’amato.
Uomini e donne possono fare discernimento su chi dice di amarli già da questi segni. Se vi usano come trofei, come giocattoli, come oggetti conquistati, non hanno ricevuto l’educazione al rispetto. Nè per se stessi, nè per gli altri.

ah.. il “signora” tra virgolette di missina e post missina memoria. Quanti frustrati senza occasioni che avrebbero dovuto incontrare una boccassini nel loro triste vivere…..