In Virginia ha vinto l’avversario dell’ideologia gender. Duro colpo per Biden (e gran colpo per Trump)


IL PRESIDENTE DEL RUTH INSTITUTE (STATI UNITI) SULLE ELEZIONI VINTE DAL CANDIDATO REPUBBLICANO PRO-FAMILY NELLO STATO DELLA VIRGINIA: “FINALMENTE I GENITORI HANNO VINTO UNA BATTAGLIA NELLA GUERRA CONTRO L’INDOTTRINAMENTO GENDER DEI LORO FIGLI

Di Angelica La Rosa

L’elezione del Governatore Repubblicano dello Stato della Virginia, commenta Jennifer R. Morse, presidente del Ruth Institute (Stati Uniti), dimostra l’efficacia della reazione di genitori “arrabbiati e motivati“. “Questa elezione è la sorpresa dell’anno. Le rivelazioni sull’indottrinamento nelle scuole pubbliche e la grottesca arroganza del candidato democratico hanno motivato i genitori a fare più rumore di quanto i politici siano abituati”, ha osservato la D.ssa Morse.

Il candidato democratico, l’ex governatore Terry McAuliffe, aveva scatenato una tempesta di proteste da parte delle famiglie dichiarando: “i genitori non dovrebbero dire alle scuole cosa devono insegnare“. La Morse ha osservato che dichiarazioni come questa sono tipiche di una “arroganza e disprezzo elitario per le famiglie. Al contrario, il candidato repubblicano, e neo governatore Glenn Youngkin [nella foto sopra], è un forte sostenitore dei diritti dei genitori“.

In effetti, il giovane uomo d’affari fortemente appoggiato da Donald Trump, ha prevalso nel voto a governatore della Virginia e, ieri, ha festeggiato la vittoria con la sua famiglia nella sua cittadina di origine Chantilly.

Dopo le contestate affermazioni del democratico McAuliffe a favore dell’indottrinamento gender nelle scuole, Youngkin aveva sempre più ridotto la soglia che lo distanziava nei sondaggi dall’esponente liberal, fino ad conquistare la vittoria con circa 2 punti di vantaggio.

Il voto in Virginia è stato ampiamente considerato da tutti gli osservatori come un referendum sulla presidenza di Joe Biden e la sconfitta snerverà sicuramente i Democratici. E’ da ricordare che il signor Biden, nel corso delle tanto contestate elezioni presidenziali svoltesi solo un anno fa, in Virginia aveva vinto con 10 punti di scarto. L’ex marine statunitense Winsome Sears (nella foto sotto), è destinata a diventare la prima vicegovernatrice nera dello stato, che era l’ex sede della Confederazione pro-schiavitù durante la guerra civile americana.

Anche il candidato repubblicano alla carica di procuratore generale della Virginia, il cubano americano Jason Miyares, è in testa nel conteggio dei voti e i repubblicani sembravano avvicinarsi anche al controllo della Camera dei delegati dello stato. Come previsto, invece, il democratico Eric Adams ha vinto le elezioni a sindaco di New York City per sostituire il suo collega di partito Bill de Blasio. Gli elettori di Boston hanno eletto sindaco la loro prima donna asiatico-americana, Michelle Wu (Democratici) mentre Pittsburgh ha scelto il suo primo sindaco nero, il democratico Ed Gainey.

Il neo governatore Repubblicano della Virginia Youngkin ha cercato di fare appello ai moderati, attingendo, nello stesso tempo, ai voti dei sostenitori dell’ex Presidente Usa Donald Trump. La sua strategia, come prevedibile, sarà certamente seguita dallo stesso Trump che tenterà di riconquistare gli elettori moderati per ritornare presidente nel 2024. Non a caso Trump ha ringraziato i suoi sostenitori per “essere usciti in forze e aver votato per Glenn Youngkin” ed ha affermato che il movimento MAGA (Make America Great Again, cioè “Facciamo l’America di nuovo grande”) è “più grande e più forte che mai”.

I genitori in rivolta contro l’agenda LGBTQ nelle scuole della Virginia, compresi i bagni aperti a chiunque, hanno dunque vinto.

Recentemente, il comitato scolastico di Loudoun Country aveva fatto mettere in manette un padre furioso dopo una riunione che avrebbe dovuto essere aperta al pubblico. “Come mai? Perché ha accusato la scuola di aver nascosto, per proteggere il suo programma trans, lo stupro di sua figlia nel bagno da parte di un ragazzo in gonna”, ha detto la Morse.

I genitori sono ora in aperta rivolta contro l’ideologia della Rivoluzione Sessuale inflitta ai bambini in età scolare. E la ribellione non si limita alla Virginia. A Broward Co., in Florida, i genitori si sono infuriati dopo aver scoperto che una classe di scuola elementare è stata portata in gita in un bar per gay.

Una scuola del Kansas si è scusata per aver distribuito fogli di lavoro “Gender Unicorn”, che hanno chiesto agli studenti, tra le altre domande invadenti, “conosci la tua identità o sei ancora in una fase di confusione dell’identità?”. La scuola ha fatto marcia indietro perché i genitori si sono lamentati.

La dottoressa Morse ha spiegato che ciò “riflette il dogma LGBTQ secondo cui il sesso è semplicemente ‘assegnato alla nascita’ e quindi potenzialmente soggetto alla scelta individuale”.

Attraverso Wyoming Resistance, i genitori della Campbell Co. hanno presentato una denuncia penale contro il consiglio della biblioteca locale per aver offerto libri come, Sex is a Funny Word, che esorta i bambini di 8-11 anni a sentirsi a proprio agio quando sono nudi e si fanno toccare i loro corpi.

“Senza gli sforzi dei genitori preoccupati e di altri cittadini, si può star certi che questi libri non sarebbero mai arrivati ​​all’attenzione del pubblico ministero. Libri come Doing It: Parliamo di sesso, sarebbero ancora sullo scaffale della biblioteca, a disposizione di adolescenti e giovani”, ha spiegato la Morse.

“Queste elezioni in Virginia sono l’inizio della controrivoluzione sessuale, una rivoluzione per i diritti dei genitori e l’innocenza dei bambini”, ha concluso la Presidente del Ruth Institute. “Finalmente, con grande rischio personale, comprese le minacce di indagine da parte del procuratore generale degli Stati Uniti, i genitori stanno combattendo contro l’indottrinamento sessuale dei loro figli. Possa Dio benedirli e rafforzare la loro determinazione”.


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