I programmi in tv hanno tutti lo stesso scopo: creare divisione


L’ODIO, IL RANCORE E GLI ATTEGGIAMENTI DI INTOLLERANZA CHE NASCONO NEGLI STUDI TELEVISIVI SI PROPAGANO IN TUTTA LA NOSTRA SOCIETÀ CON RISULTATI INEVITABILI

Di Gian Piero Bonfanti

Abbiamo assistito nei giorni scorsi ad un dibattito televisivo molto interessante: da una parte il prof. Matteo Bassetti, Direttore della Clinica Malattie Infettive Policlinico San Martino di Genova, oramai volto noto in televisione per le sue posizioni ipervacciniste. Dall’altra Alberto Contri, esperto di comunicazione che ha ricoperto incarichi di vertice in importanti agenzie di pubblicità multinazionali e in associazioni del settore, ex consigliere della Rai e amministratore delegato di Rainet, attualmente è docente di Comunicazione Sociale all’Università IULM di Milano. Infine il giurista Ugo Mattei, professore di diritto internazionale e comparato all’Hastings College of the Law dell’Università della California a San Francisco, di diritto civile all’Università di Torino e coordinatore accademico dell’International University College of Turin.

Il dibattito tra la superstar televisiva, l’ormai noto prof. Bassetti, ed i due interlocutori si è subito acceso, come se fosse preannunciato conoscendo le posizioni pro e contro vaccino degli attori. Il conduttore televisivo del programma Piazza Pulita, Corrado Formigli, furbescamente e con molto mestiere ha lasciato che il tutto innescasse una sorta di bagarre avendo come risultato finale l’abbandono dello studio televisivo da parte del prof. Bassetti. Inutile sottolineare le affermazioni da vittima dell’infettivologo nei giorni seguenti il quale tra l’altro ha dichiarato: “Io faccio il medico e il divulgatore scientifico, vado in televisione per portare la scienza e non per partecipare a pollai di No vax e No Green pass che fanno solo ‘caciara’. Ieri a Piazza Pulita sono stato attaccato e insultato senza nessun argomento scientifico ma solo per le mie posizioni pro-vaccino. Va messo un punto, questi no-vax e no-Green pass non vanno invitati”.

La gravità di questa affermazione “lascia il tempo che trova” considerando che in oltre 20 mesi la comunicazione è stata sempre e solo in una unica direzione e mai ci si è trovati in una emittente del mainstream con una maggioranza controcorrente. Ebbene, il professor Bassetti ha eluso le domande che gli sono state rivolte ed ora attacca i “no vax e no pass” con la tecnica della vittima. C’è da rilevare che questa puntata del polpettone condotto da Formigli ha segnato una svolta storica nello standard delle trasmissioni in studio che ormai si assomigliano tutte. Seguono tutte lo stesso schema, diffondono tutte gli stessi contenuti, hanno tutte gli stessi attori.

Oramai questo sistema di informazione ha fagocitato il pubblico e questo mostro travestito da scatola illuminata con bottoni, ha assorbito la totale attenzione di tutti noi. Sicuramente tenere spento il televisore permette di avere uno sguardo più obbiettivo sulla realtà ma è indubbio che oramai la realtà stessa è influenzata dagli stessi programmi televisivi. Non bastavano i talent show, i reality show ed i dibattiti di ogni sorta, ora quello che accade nel mondo è voluto da quello che nasce negli studi televisivi.

L’odio, il rancore e gli atteggiamenti di intolleranza che nascono negli studi televisivi, si propagano incontrollatamente in tutta la nostra società con risultato inevitabilmente divisivo. Per avere più audience non si escludono colpi bassi e creare siparietti che fomentano odio è un arte luciferina. Proviamo a ripercorrere questi venti mesi a ritroso, forse ci potremo rendere conto che quanto ci è accaduto molto è dovuto a quanto propagandato ad arte da questo strumento di diffusione.


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