Vi racconto di quando ho lasciato la “Planned Parenthood”…


Di Abby Johnson*

GIÀ DIRIGENTE DELLA “MULTINAZIONALE DEGLI ABORTI” PLANNED PARENTHOOD, ABBY JOHNSON SI CONFIDA E PROMETTE A DIO: «NON MENTIRÒ MAI PIÙ!». DELLA SUA STORIA HA PARLATO IL FILM PROLIFE UNPLANNED

Quando ho lasciato la Planned Parenthood, ho fatto un giuramento a Dio. Gli ho promesso che qualunque cosa fosse successo, qualunque cosa avessi dovuto affrontare, non avrei mai più mentito.

Avevo mentito a così tante persone durante i miei otto anni alla Planned Parenthood… In realtà, molte delle bugie, non mi accorgevo veramente di raccontarle nel momento in cui le dicevo. Ma la mia era comunque ignoranza colpevole. Avrei potuto facilmente sapere la verità, eppure ho scelto di non farlo.

In fondo, però, se devo essere sincera, a volte sapevo di mentire e l’ho fatto comunque. Forse pensavo che le nostre bugie aiutassero le donne. Forse mi sono convinta che mentire sui concepiti per favorire l’“autonomia delle donne” non fosse esattamente quello che è… sopruso!

Non lo so. Ma so che ho mentito molto. Odiavo quella parte di me probabilmente più di ogni altra cosa, e volevo disperatamente evitare di guardare.

Così ho fatto quella promessa a Dio… non come una promessa che spesso facciamo per fare uno “scambio” con Dio. Il mio era un giuramento.

Posso dire di averlo vissuto ogni giorno degli ultimi 12 anni, nel bene e nel male. Quando qualche anno fa ho fatto causa a Planned Parenthood per truffa nei confronti del sistema sanitario, i miei amici e la mia famiglia hanno iniziato ad essere molto tesi. Il presidente Obama era in carica e se ci fosse stata la possibilità di usufruire di una garanzia personale (una specie di accordo di immunità), molto probabilmente non l’avrei ricevuta dal governo federale. Uno dei miei avvocati mi ha detto che forse stavo cercando di andare in prigione perché, in fondo, ero stata coinvolta anch’io nella frode. Ma a quel tempo avevo avuto diversi figli e, quindi, non avrei potuto certo desiderare di finire in prigione…

Però avevo fatto quel giuramento a Dio. Non avrei mentito mai più. E se avessi lasciato la causa avrei mentito per omissione. Anche se è stato un periodo terribile per me, sono andata avanti. Ma sapete una cosa? Dio mi ha protetto. Ho imparato attraverso il mio malessere che quando cammini nella Sua volontà, Lui ti protegge sempre. Tutto questo per dire che, anche se a volte ci sembra di attraversare quelli che sembrano momenti insicuri, in realtà dobbiamo affidarci.

Cerco di tenermi aggiornata sulle notizie che riguardano tutti noi del movimento pro-life, pro-family, pro-libertà. Sono davvero grata a tutti voi che sostenete me e le mie iniziative. Ma state certi, vi deluderò. Dirò senza dubbio qualcosa che ogni tanto vi farà arrabbiare. Non saremo sempre d’accordo su ogni singola questione. Ma, statene certi, non vi mentirò mai.

Ho sentito come se fosse davvero importante per tutti voi sapere questo di me. Possiamo litigare. Posso non piacere. Potete pensare che io sia feccia. Ma non si potrà mai dire che ho mentito. Questa è una cosa che non farò mai. Ero disposta ad andare in prigione ed essere separata dalla mia famiglia per non dover mentire. Ecco quanto e come sono dedita alla verità.

«Le labbra menzognere sono un abominio per il Signore che si compiace di quanti agiscono con sincerità» (Proverbi 12, 22).

* Già direttrice di una sede della “multinazionale degli aborti” Planned Parenthood, ora  divenuta prolife. La sua storia è raccontata nel film Unplanned. Attualmente è amministratore delegato (CEO) dell’organizzazione caritativa And Then There Were    None.


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