Multinazionali del Big Tech in Italia: un oligopolio da smantellare


di Vincenzo Silvestrelli

MEGA MULTA PER AMAZON ED EMENDAMENTO DELLA LEGA PER FAR PAGARE ANCHE ALLE SOCIETÀ DEL BIG TECH L’IVA NEL NOSTRO PAESE.  FINALMENTE INIZIATIVE PER RIPRISTINARE LA TRASPARENZA DEL MERCATO E LA PARITÀ DI CONDIZIONI DELLE MULTINAZIONALI CON LE AZIENDE ITALIANE

Finalmente qualcuno ha messo gli occhi sulle pratiche monopolistiche di Amazon. La multinazionale di Jeff Bezos è stata infatti sanzionata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato italiana (AGCM) per pratiche lesive della concorrenza (abuso di posizione dominante) con una multa da un miliardo e trecento milioni di euro. Al di là del provvedimento, pur importante (250 pagine), il fatto che cambia la situazione è la sanzione di pratiche che favoriscono le aziende che usano la piattaforma Prime di Amazon.

Come affermato nella decisione il cui relatore è stato il Presidente dell’Autorità Roberto Rustichelli, «Amazon dovrà concedere ogni privilegio di vendita e di visibilità sulla propria piattaforma a tutti i venditori terzi che sappiano rispettare standard equi e non discriminatori di evasione dei propri ordini, in linea con il livello di servizio che Amazon intende garantire ai consumatori Prime. Amazon dovrà definire e pubblicare tali standard e, a far data da un anno dall’assunzione della decisione [30 novembre 2021], astenersi dal negoziare con i vettori e/o con gli operatori di logistica concorrenti – per conto dei venditori – tariffe e altre condizioni contrattuali applicate per la logistica dei loro ordini su Amazon.it, al di fuori di FBA [=Fulfillment by Amazon, il servizio che la società americana offre ai venditori]».

A questa iniziativa di AGCM, si è aggiunto un emendamento della Lega alla legge finanziaria che impone ad Amazon di pagare in Italia l’IVA per la vendita di prodotti nel nostro Paese, rimettendo la società sullo stesso piano delle nostre aziende che finora sono state fortemente danneggiate dalle pratiche elusive della multinazionale. L’emendamento ha come primo firmatario il segretario della Lega, Matteo Salvini e riguarda tutte le multinazionali straniere.

È un’ottima notizia per la nostra economia. Le città ed i piccoli centri del nostro Paese hanno bisogno di mantenere reti commerciali efficienti che siano a vantaggio dei consumatori e che siano però in grado di competere su un piano di parità. Con queste ultime due iniziative, se saranno consolidate, sarà possibile riportare l’impatto sociale del commercio elettronico a limiti più compatibili con le nostre tradizioni e con la sopravvivenza delle piccole e medie imprese italiane.

È evidente per altro che le aziende commerciali devono organizzarsi per affrontare in maniera moderna le sfide del mercato, una volta rimosse le posizioni dominanti che attualmente le rendono svantaggiate. Saranno in grado?


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