L’esorcismo di Vicenza e l’ignoranza biblica di giornalisti mainstream e commentatori


di Matteo Orlando

QUANTO ACCADUTO A VICENZA, PRESSO IL SANTUARIO DELLA MADONNA DI MONTE BERICO, È UN’ESPERIENZA SPIRITUALE CHE LA CHIESA CATTOLICA VIVE DA DUEMILA ANNI

«Quando la Chiesa domanda pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù Cristo, che una persona o un oggetto sia protetto contro l’influenza del maligno e sottratto al suo dominio, si parla di esorcismo. Gesù l’ha praticato; è da lui che la Chiesa deriva il potere e il compito di esorcizzare. In una forma semplice, l’esorcismo è praticato durante la celebrazione del Battesimo. L’esorcismo solenne, chiamato “grande esorcismo”, può essere praticato solo da un presbitero e con il permesso del Vescovo. In ciò bisogna procedere con prudenza, osservando rigorosamente le norme stabilite dalla Chiesa. L’esorcismo mira a scacciare i demoni o a liberare dall’influenza demoniaca, e ciò mediante l’autorità spirituale che Gesù ha affidato alla sua Chiesa. Molto diverso è il caso di malattie, soprattutto psichiche, la cui cura rientra nel campo della scienza medica. È importante, quindi, accertarsi, prima di celebrare l’esorcismo, che si tratti di una presenza del maligno e non di una malattia». Questa è la definizione di esorcismo che la Chiesa Cattolica propone attraverso il numero 1673 del suo Catechismo.

Basta conoscere questo semplice numero, come anche avere letto qualche pagina dei Vangeli, per capire che quanto accaduto nei giorni scorsi a Vicenza, presso il famoso Santuario della Madonna di Monte Berico, è semplicemente un’esperienza spirituale che la Chiesa Cattolica vive da duemila anni.

Il grande clamore mediatico che ha creato il caso di una giovane ventottenne, posseduta dal demonio, che ha ricevuto il sacramentale dell’esorcismo per ben nove ore, conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che la Chiesa Cattolica, l’unica voluta direttamente da Gesù Cristo (quando ne ha affidato la guida a Pietro e ai suoi successori), ha ricevuto dal suo Divino Maestro anche questo potere che, evidentemente, una società oramai scristianizzata, secolarizzata, addirittura post moderna, fatica a credere.

Urla, bestemmie e frasi inconsulte, pronunciate con voci e lingue diverse, compreso il latino, corse incontrollate (anche sopra i mobili) sono state alcune delle azioni della giovane donna, senza più controllo, che si dimenava, aggrediva chiunque si avvicinasse, dal frate confessore alla mamma che ha schiaffeggiato.

Naturalmente questo non basta per parlare di possessione diabolica. Infatti la Chiesa è molto prudente sul tema, richiedendo verifiche ampie. Non a caso dalla Curia vicentina, il portavoce don Alessio Graziani ha fatto sapere che “il fatto che i fenomeni di possessione diabolica siano rari non significa che essi siano impossibili” e che “quanto accaduto a Monte Berico sembra comprovare quello che la Chiesa, a partire dall’esperienza di Gesù nei Vangeli, ha sempre sostenuto, e cioè la possibilità in alcuni casi, piuttosto rari, di un intervento diretto del maligno“. Don Graziani ha spiegato che prima di procedere alle preghiere di esorcismo “si valuta attentamente la situazione psicologica e psichiatrica per vedere se il malessere o il disagio provati possono trovare altre spiegazioni” ed ha ricordato che la Diocesi “invita alla prudenza di giudizio e alla preghiera“, diocesi veneta che annovera solo quattro esorcisti a cui il vescovo ha affidato il mandato, pochi rispetto alle centinaia di richieste che arrivano ogni anno.

Probabilmente vittima di un maleficio, il padre esorcista del santuario (coadiuvato da quattro frati) l’ha sottoposta al rito liturgico dell’esorcismo per liberarla dal demonio (o meglio, per attenuare la presenza demoniaca, visto che adesso sarà seguita da un esorcista di Verona e, in certi casi, ci vogliono anni di esorcismo per essere completamente liberati dalla presenza di uno o più demoni).

Solo la madre ha capito che la figlia era sotto l’influsso del maligno. Era una possessione vera e propria e solo a sera la situazione si è risolta: la ragazza è crollata fisicamente ed è stata riaccompagnata a casa“, ha spiegato al Corriere del Veneto il priore dei frati dell’ordine dei Servi di Maria padre Carlo Rossato. “Il cammino della preghiera di liberazione può durare anni e c’è tanta sofferenza“, ha ricordato lo stesso priore, parlando di caso molto impegnativo. “Non è stato semplice, ma è uno tra tanti, che possono essere scambiati per realtà psichiatrica“.

E proprio per evitare l’errore di praticare l’esorcismo su chi ha problemi di natura psichiatrica, un esorcista ben formato sa che deve accertarsi, quando possibile (probabilmente non era possibile in questo caso) che i medici abbiamo escluso patologie conosciute dalla persona che manifesta determinate problematiche. Ancora, deve notare se c’è l’avversione al sacro della persona vessata, ossessa o posseduta, dal demonio. Deve anche valutare la manifestazione di una forza fuori dal comune manifestata dalla persona durante gli stati acuti della possessione. Infine, cosa molto importante e determinate, deve accertarsi sul fatto che la persona posseduta, attraverso uno o più demoni che la possiedono, riferisca cose non conoscibili. Quest’ultimo fatto, a detta di molti esorcisti, è determinante per capire la reale possessione vissuta da una persona”.

Come sappiamo, solo Gesù libera dal dominio del maligno. Quindi l’esorcista è uno “strumento” nelle mani di Dio.


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Penso che il dono di scacciare i demoni ci viene dato solo da Dio; è un dono che lo può ricevere chiunque ha una grande fede e venga scelto da Dio.