Ecco come il culto della Madre di Dio di Žyrovici si è diffuso a Roma


di Paola Liberotti

LA CHIESA DEI SANTI MARTIRI SERGIO E BACCO E LA SACRA IMMAGINE DELLA MADONNA DEL PASCOLO

Chi e quando dipinse, e perché successivamente ricoprì di intonaco la copia dell’icona di Žyrovici (Bielorussia) della Santissima Madre di Dio sul muro della chiesa dei Santi Martiri Sergio e Bacco? Forse è opera di uno dei monaci basiliani della provincia lituana, che visitò Žyrovici e non voleva lasciare quel luogo, giunto a Roma per volontà degli abati.

Ci troviamo nella centralissima Piazza della Madonna dei Monti (a due passi dall’omonima e più nota chiesa), e questa è la storia di una scoperta che ha dell’incredibile.

Ecco, in sintesi, come si svolsero i fatti. Nell’estate del 1718 il sacerdote Venedyct Trulevych incaricò il muratore Simone Ciotti di iniziare i lavori di restauro della chiesa dei Santi Sergio e Bacco, martirizzati nel IV secolo. Quando il mastro iniziò a lavorare nella stanza che oggi funge da sagrestia, ecco che, mentre rimuoveva l’intonaco, gli parve di notare l’immagine di due occhi dipinti sul muro. Stupito, andò naturalmente a informare il sacerdote, ma quest’ultimo gli ordinò di imbiancare il tutto e continuare il suo lavoro, come niente fosse.

Tornato il giorno dopo, l’uomo vide che la calce era caduta, e gli apparve l’intera figura di Maria con il Bambino Gesù in braccio: era l’esatta copia ingrandita dell’icona miracolosa della Madre di Dio di Žyrovici, che, dopo tanti anni, non aveva perso nulla della sua originaria bellezza. A partire dal mese di agosto 1719 si verificarono numerose guarigioni miracolose. Da ricordare, in particolare, il caso dei tredici uomini provenienti da un villaggio fuori Roma che arrivarono in chiesa, si inginocchiarono davanti all’icona e poi si unsero con l’olio della lampada.

Alla domanda su chi gli avesse chiesto di farlo essi risposero che, mentre stavano lavorando nel campo di Affogalasino (circa cinque o sei miglia da Roma), una bella e imponente Signora era loro apparsa, indicando dove dovevano recarsi e cosa fare per implorare la guarigione, che ottennero prontamente. In seguito, Papa Clemente XI ordinò di trasferire l’icona nella chiesa per la venerazione di tutti.

Questo avvenne la notte del 7 settembre 1719: venne quindi collocata sul muro dietro l’altare maggiore, dove si trova tuttora. Fu così che il culto della Madre di Dio di Žyrovici si diffuse tra gli abitanti del rione Monti. Nel 1801 la chiesa fu visitata da Papa Pio VII: solennemente, con tutta la corte papale, egli pregò davanti a Maria Santissima, ringraziandola per la liberazione dall’occupazione napoleonica. Nel 1827 Papa Leone XII dedicò la chiesa dei Santi Sergio e Bacco all’icona della Madre di Dio “del pascolo”, in ricordo del luogo dove i pastori trovarono l’originale della sacra immagine. L’evento accadde nel villaggio di Žyrovici, in Bielorussia, nel XV secolo: ecco perché essa ancora oggi è popolarmente chiamata “della Madonna del pascolo”.

Con la bolla “Christo Salvatori” (11 luglio 2019) Papa Francesco ha istituito l’Esarcato apostolico per gli ucraini di rito bizantino residenti in Italia; la sua cattedrale è proprio questa Parrocchia. Inoltre, il 21 ottobre 2018 il Patriarca Sua Beatitudine Sviatoslav, durante la sua visita, in occasione della celebrazione del 300° anniversario della sua scoperta, l’ha dichiarata la principale immagine sacra dei fedeli ucraini in Italia.

Ancora oggi, dimenticando la frenesia della vita cittadina, nell’inginocchiarsi devotamente davanti a questa icona di uno splendore abbagliante, ci sentiamo maternamente abbracciati e profondamente consolati, grazie alla vera Pace che solo la Madre di Dio può donare.

 

* Legio Mariae – Roma


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