Anche oggi Giorgio La Pira ci ricorda la Costituzione e i diritti inviolabili dell’uomo

Anche oggi Giorgio La Pira ci ricorda la Costituzione e i diritti inviolabili dell’uomo

di Emanuela Maccarrone

PER LA PIRA IL COMPITO DELLA COSTITUZIONE E’ QUELLO DI “RIAFFERMARE SOLENNEMENTE I DIRITTI NATURALI, IMPRESCRITTIBILI, SACRI E ORIGINARI, DELLA PERSONA UMANA E COSTRUIRE LA STRUTTURA DELLO STATO IN FUNZIONE DI ESSI. LO STATO PER LA PERSONA E NON LA PERSONA PER LO STATO: ECCO LA PREMESSA INELIMINABILE DI UNO STATO ESSENZIALMENTE DEMOCRATICO”

Tra le varie figure che hanno fatto la storia politica italiana del secondo dopoguerra, si deve ricordare Giorgio La Pira. Politico cattolico italiano e Sindaco della città di Firenze, egli fu tra i protagonisti nel redigere la nostra Costituzione italiana, passando alla storia anche per aver abilmente dimostrato come una politica guidata dalla fede possa essere molto proficua.

Come Sindaco di Firenze attirò l’attenzione per il suo dinamismo politico nel promuovere iniziative sociali e assistenziali, in favore dei poveri della città.

Ci sono due maniere per amministrare un Comune: mettere in primo piano il bilancio invece degli uomini. Il secondo tipo di amministratore segue il Vangelo e pone gli uomini in prima linea: il punto di partenza è costituito dai bisogni del popolo”, leggiamo in “Giorgio La Pira, uomo di Dio”, edizioni Shalom.

Durante i lavori presso l’assemblea Costituente, l’organo con il compito di elaborare la nuova Costituzione italiana, La Pira si distinse per il suo pensiero distante dalla dottrina positivistica che attribuisce allo Stato la prerogativa di riconoscere e concedere i diritti all’uomo.

Al contrario, il politico cattolico affermava che “lo Stato non fa che riconoscere e tutelare dei diritti anteriori alla Costituzione dello Stato, che sono diritti dei singoli, diritti delle società o delle comunità naturali”.

In questo modo, il Sindaco di Firenze disapprovava anche il pensiero hegeliano che ritenevano che l’uomo si annullasse nello Stato, in quanto lo Stato era la fonte di ogni diritto umano. “Se non esistesse nessuna anteriorità metafisica dell’individuo rispetto allo Stato e se, anzi, è proprio lo Stato a possedere questa anteriorità rispetto all’individuo, come è sostenibile l’esistenza di diritti originari dell’ uomo che facciano da limite all’assoluta sovranità dello Stato?”, leggiamo in “Giorgio La Pira e la Costituzione” (Libreria Editrice Fiorentina).

Forte nella fede, che basata sulla legge di Dio pone l’uomo al centro del Creato, La Pira ribadì in molte occasioni che i diritti inviolabili della persona umana precedono l’ordinamento giuridico e che lo Stato non li crea, ma ha il compito di riconoscerli e di garantirli (art. 2 della Costituzione).

In quanto membro della Prima Sottocommisione, alla quale fu attribuito il compito di elaborare i principi generali della Costituzione e i diritti fondamentali delle libertà della persona umana, La Pira si impegnò per promuovere il primato dell’uomo e dei suoi diritti sul primato dello Stato.

Secondo il politico cattolico, quindi, l’importante compito spettante alla nuova Costituzione italiana era di “riaffermare solennemente i diritti naturali, imprescrittibili, sacri e originari, della persona umana e costruire la struttura dello Stato in funzione di essi. Lo Stato per la persona e non la persona per lo Stato: ecco la premessa ineliminabile di uno Stato essenzialmente democratico”.

In questo modo, la Costituzione italiana si prestava a gettare le basi per uno Stato effettivamente democratico, capace di affermare i valori della democrazia in opposizione ai principi di uno Stato totalitario.

A tal fine, La Pira si impegnò nello specificare i diritti inviolabili della persona umana, comprendendo non solo i ‘ diritti di libertà’ individuali, ma anche i ‘ diritti sociali’ poiché il singolo è parte della comunità nella quale svolge la sua personalità. “Senza la tutela dei diritti sociali(diritto al lavoro, al riposo, all’assistenza ecc.) la libertà e l’indipendenza della persona umana non sono effettivamente garantite”. Per la Pira, quindi, la persona umana e i suoi diritti non erano discutibili nè ritrattabili.

 

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