Testimoniare la Verità: come la Chiesa rinnoverà il mondo secondo mons. Georg Gänswein

Testimoniare la Verità: come la Chiesa rinnoverà il mondo secondo mons. Georg Gänswein

di Simona Trecca

NELL’ULTIMO LIBRO DI MONS. GEORG GÄNSWEIN “TESTIMONIARE LA VERITÀ” L’EX SEGRETARIO PARTICOLARE DI BENEDETTO XVI CI PRESENTA UN’ENTUSIASTICA DIFESA DELLA FEDE E DELLA TRADIZIONE, SENZA NASCONDERE LE DIFFICOLTÀ E LE SFIDE DELL’ATTUALE CRISI DELLA FEDE

«Vi auguro il coraggio e al contempo l’umiltà di dire e di fare ciò che va detto e va fatto nel nome di Gesù Cristo: opportune et importune».

Questo l’auspicio dell’Arcivescovo tedesco Georg  Gänswein, contenuto nel capitolo finale del suo ultimo libro Testimoniare la Verità. Come la Chiesa rinnova il mondo (Prefazione del principe etiope Asfa-Wossen-Asserate, Edizioni Ares, Milano 2022, pp. 265, €18,50), espresso in occasione dell’ordinazione a Roma, presso la Basilica di Sant’Eugenio, di 27 diaconi il 22 maggio 2021.

La raccolta dei discorsi pubblici, delle omelie, interviste e conferenze tenute dall’ex segretario personale di Benedetto XVI ora prefetto della Casa Pontificia, responsabile dell’agenda ufficiale di Papa Francesco e della pianificazione delle udienze e dell’accoglienza degli ospiti di Stato, abbraccia un arco temporale piuttosto ampio, vale a dire i sette anni che vanno dal 2014 al 2021.

Coraggio e umiltà contraddistinguono questi scritti. Coraggio di dire ciò che va detto e umiltà nel riconoscere i limiti di una Istituzione come la Chiesa di Cristo che vive le crisi internamente prima ancora che appaiono al di fuori.

Nei 21 capitoli che compongono Testimoniare la Verità, tutti volti alla difesa della Chiesa e del primato del Papa, mons. Gänswein delinea in maniera fedele, leale, ferma, con linearità di pensiero e logicità difficilmente opponibili, la crisi attuale di fede del popolo di Dio che ha le sue origini nel post-Concilio e che tocca in primo luogo il clero. Al contempo ne illustra la soluzione, implicita nella Nuova evangelizzazione nella quale «la centralità della questione di Dio e l’annuncio cristocentrico sono i temi essenziali che devono stare alla base di una Chiesa distaccata dal mondo e che conducono ad un reale rinnovamento della Chiesa non imposto dall’esterno ma realizzata al suo interno».

Ma non basta, l’Arcivescovo tedesco scorge l’esigenza di un rinnovamento nella Tradizione della figura del sacerdote. Questa l’emergenza da cui ripartire: “rimanere” è la parola chiave, ma nel senso di rimanere fedeli ad una decisione presa, e presso “Chi” rimanere. Dopo l’ordinazione occorre quindi “rimanere in Cristo”, mettendo tutta la propria vita sotto il mistero della Croce.

Il sacerdozio, infatti, «non è semplicemente una funzione, ma Sacramento: Dio si serve di un misero uomo per esserci e operare attraverso di lui per gli uomini».

L’Arcivescovo affronta temi scomodi come gli abusi sessuali nella Chiesa, ricordando un discorso di Papa Ratzinger che, chino per la “profonda vergogna” causata dall’abuso sessuale dei minori da parte dei sacerdoti, ha definito «gravemente immorale» non solo il comportamento di questi ultimi ma anche quello volto eventualmente ad “insabbiare” le loro responsabilità.

Non si spengono neanche oggi le accuse e le critiche al Papa emerito. Ma sono in molti a difenderlo.

In diversi punti del libro mons. Gänswein fa riferimento alla rinuncia al Pontificato (non “dimissioni”) di Benedetto XVI, una drammatica decisione da lui preannunciata l’11 febbraio 2013 con effetto a partire dal 28 febbraio. L’autore, che è stato testimone diretto di tale traumatico gesto, racconta la particolarità del fenomeno meteorologico verificatosi la stessa sera dell’annuncio, quando un fulmine chilometrico con un fragore inaspettato colpì la punta della cupola di San Pietro dando ancora più enfasi alla svolta storica che caratterizzò da allora il ministero petrino. Ma difende a spada tratta le motivazioni addotte dal Papa emerito. Era consapevole che fisicamente non poteva più portare avanti il gravoso ufficio e, confida, che Ratzinger ci aveva riflettuto da tempo e a fondo e, quindi, “Potuit, Decuit, ergo fecit” (Lo poteva fare, era doveroso che lo facesse, quindi lo fece).

I temi trattati nei vari testi di Gänswein spaziano dalla difesa del creato alla nascita dell’Europa, dalla alla storia dei rapporti fra Stato e Chiesa agli aspetti che hanno portato alla crisi odierna. Non c’è allarmismo nelle sue analisi, ma una chiara e determinata presa di posizione sì: la Chiesa e gli Stati occidentali, ormai da decenni, si sono trovati di fronte ad un bivio e stanno imboccano strade completamente diverse. La Chiesa, in questo ambito, non può che restare fedele al diritto naturale e alla propria visione cristiana di umanità. In maniera autorevole e risoluta, quindi, l’Arcivescovo non lascia spazio a compromessi affermando che, come cristiani e come Chiesa cattolica, davanti alla crisi «non dobbiamo e non possiamo minimizzare le divergenze». Alla fine, così come ha fatto con gli Apostoli nel miracolo della tempesta sedata (cfr. Matteo 8,23-27; Luca 8,22-25; Marco 4,35-41), Cristo verrà sicuramente in nostro aiuto.

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