Ecco chi è san Benedetto d’Aniane


di Mariella Lentini*

I SANTI MANIFESTANO IN DIVERSI MODI LA PRESENZA POTENTE E TRASFORMANTE DEL RISORTO” (BENEDETTO XVI)

Un soldato al servizio dell’imperatore Carlo Magno decide di entrare in un convento, abbandonare la pesante armatura per indossare il saio e diventare un monaco. Questa è la storia di un nobile visigoto, nato nel 750 a Maguelonne, nel Sud della Francia, mandato alla corte del re dei Franchi Pipino il Breve perché destinato a una prestigiosa carriera politica e militare. Il suo nome è Vitizia. Lo vediamo al seguito di Carlo Magno, figlio di Pipino il Breve, in Italia, per combattere i Longobardi.

Qui un fatto prodigioso convince Vitizia a cambiare completamente vita. Con il fratello rischia di annegare nel fiume Ticino, nei pressi di Pavia. Sopravvivono e Vitizia sente di essere stato salvato da un miracolo di Dio. Torna in Francia ed entra in un convento cambiando il suo nome in Benedetto.

Qui non si trova bene perché desidera rispettare fino in fondo le regole del monachesimo. Si trasferisce in un altro convento per poi tornare nei territori dove è nato, nel Sud della Francia, realizzando un insediamento monastico a Linguadoca, nei pressi di Aniane. Ispirato dalla Regola ora et labora (“prega e lavora”) di san Benedetto da Norcia, l’ex soldato, diventato abate di tutti i monasteri dell’Impero carolingio, nell’817 viene incaricato da Ludovico il Pio, successore di Carlo Magno, uomo colto, mite e religioso, a riscrivere le regole di tutti i monasteri del regno.

Benedetto d’Aniane orienta tutti i monaci dell’epoca a condurre un’esistenza dedita alla pratica del digiuno, alla preghiera e al lavoro manuale, sia in convento (in cucina o in officina), sia all’esterno (coltivazione dei campi e raccolta dei frutti).

Per Benedetto d’Aniane, attraverso il lavoro manuale, poco considerato in passato e riservato alla servitù e agli schiavi, reso, invece, degno di rispetto dal messaggio cristiano, l’uomo può avvicinarsi ancora di più a Dio ed elevarsi umanamente. Benedetto d’Aniane riserva un posto d’onore anche alla musica e al canto che in ogni monastero devono essere praticati. Diventa, poi, consigliere di Ludovico il Pio che costruisce un convento per lui proprio vicino alla sua residenza, nei pressi di Aquisgrana (Germania), dove il monaco, ex soldato, muore nel febbraio 821.

 

* Autrice del libro
“Santi compagni guida per tutti i giorni”


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