“È bello vedere i miracoli quotidiani che prima non vedevo”

“È bello vedere i miracoli quotidiani che prima non vedevo”

di Giuliva di Berardino

INTERVISTA A NADIA ZANDOMENEGHI, L’AUTRICE DEL LIBRO “DOVE SORGE IL SOLE LA VITA RINASCE”, IN CUI RACCONTA IL PERCORSO CHE L’HA GUIDATA AL BATTESIMO DA ADULTA DURANTE IL CAMMINO DI CATECUMENATO


Per terminare il ciclo di articoli sul tema del battesimo che vi abbiamo proposto in questo mese di febbraio, abbiamo intervista Nadia Zandomeneghi, l’autrice del libro “Dove sorge il sole la vita rinasce”, in cui racconta il percorso che l’ha guidata al battesimo durante il cammino del suo catecumenato, battesimo ricevuto la notte di Pasqua del 2019 all’età di 30 anni.

Che cos’è stato per te il battesimo?

Una rinascita, un grande cambiamento perché ho ricevuto il battesimo a 30 anni e per me è stato un passaggio importantissimo e tante cose sono cambiate in me dopo il catecumenato.

Perché hai scelto di diventare cristiana?

È stato un incontro improvviso con Gesù, non ero in ricerca, ma è capitato. Da lì ho scelto di iniziare il catecumenato non fin da subito.

E’ stato importante per te vivere il catecumenato?

Sì, ma ho dovuto fare delle lotte molto forti, molto nette. In questa chiamata è radicale tutto ciò che si vive.

Quando e come hai deciso di battezzarti?

Per la mia esperienza, dopo l’incontro con Gesù è stato tutto molto naturale. La cosa più bella e naturale che potessi fare è chiedere il battesimo.

E’ stato importante per te conoscer altre persone credenti?

Sì, sicuramente. Prima di tutto mio marito, che era battezzato ma si era allontanato dalla Chiesa, anche se nel cuore la fede ce l’ha sempre avuta. È stato bello perché ci siamo accompagnati a vicenda: io nel catecumenato e lui nel suo cammino di fede. Poi tante altre persone sono state importanti.

Consigli il battesimo ad un adulto non battezzato?

Sì. È una scelta che al giorno d’oggi è fuori di ogni logica, fuori da qualsiasi moda. Se vuoi essere radicale, il battesimo è la via migliore. Ovviamente devi sentirlo da dentro, soprattutto se senti che hai sete di qualcosa. E’ giusto farsi delle domande e chiedersi “che cos’è questa cosa che manca, questa sete che ho di questo qualcosa?” e forse questo è il piccolo seme che serve per iniziare. Il battesimo è un dono, come la vita, perciò si dà anche ai bambini piccoli, perché è il dono della vita in Dio.

Cosa hai di diverso oggi rispetto a prima del battesimo?

Il punto di vista, di vedere non solo dentro di me, ma il mondo. Oggi ho gli occhi della fede, prima non ce li avevo proprio! È anche bello vedere i miracoli quotidiani che prima non vedevo e adesso li vedo. Oggi porto nel cuore il mondo, ho allargato il cuore all’umanità con il dono del battesimo.

 

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