Ecco chi è santa Cunegonda, imperatrice di Germania


di Mariella Lentini*

I SANTI MANIFESTANO IN DIVERSI MODI LA PRESENZA POTENTE E TRASFORMANTE DEL RISORTO” (BENEDETTO XVI)

 

Nata in Lussemburgo intorno al 978, figlia di Sigfrido, conte di Lussemburgo e di Edvige di Nordgau, a vent’anni Cunegonda si sposa con Enrico (anche lui diventerà santo), duca di Baviera, successivamente re di Germania e, poi, incoronato imperatore nel 1014 col nome di Enrico II. È una coppia religiosa, dedita a opere di carità verso i bisognosi. Su suggerimento della moglie, Enrico fa costruire la città di Bamberga, oggi romanticamente denominata “piccola Venezia”, la cui cattedrale, diventata un centro cristiano da contrapporre al paganesimo dell’Oriente, accoglierà più tardi, le loro spoglie.

Attivi apostoli, i sovrani fondano conventi e chiese. Cunegonda sostiene il marito con buoni consigli anche negli affari di Stato. La loro unione non ha figli e il re potrebbe ripudiare la moglie sterile, ma non vuole perdere una donna così virtuosa e rinuncia ad avere un erede al trono. Cunegonda si dedica ancora di più al marito. Purtroppo voci calunniatrici accusano la regina di adulterio. Per dissipare tali dubbi Enrico chiede alla moglie di sottoporsi alla prova del fuoco. La santa accetta passando, a piedi nudi, senza bruciarsi, su vomeri infuocati. L’imperatore, pentito, implora il suo perdono.

Rimasta vedova nel 1024, l’imperatrice tiene con saggezza la reggenza del trono che passa, poi, a Corrado II. Anche con tanti impegni Cunegonda non dimentica i poveri e i malati, aiutando coloro che a lei ricorrono e limitando le spese personali allo stretto necessario. Ritiratasi nel Monastero di Kaufungen (da lei fondato per rispettare un voto, dopo essere guarita da una grave malattia), rinuncia al lusso, ai gioielli, agli onori imperiali e ai lunghi capelli, per indossare un ruvido saio da lei stessa confezionato.

Conduce una vita molto modesta, dedita alla preghiera, a umili incombenze manuali, alla cura delle consorelle ammalate e al digiuno, assumendo il poco cibo indispensabile per vivere. Fonda ancora chiese e monasteri. Muore il 3 marzo 1039 circa, a Kaufungen. La santa è protettrice delle donne in attesa di un figlio e dei bambini e viene invocata contro le calunnie. Un aneddoto rafforza la devozione per Cunegonda: durante la Seconda guerra mondiale, la città di Bamberga sarebbe stata risparmiata dai bombardamenti perché avvolta da una fitta nebbia, grazie all’intercessione della santa.

* Autrice del libro
“Santi compagni guida per tutti i giorni”


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