Il Grande reset è cominciato

Il Grande reset è cominciato

di Pietro Licciardi

GLI OLIGARCHI DELL’OCCIDENTE COMBATTONO PUTIN MA LA VERA GUERRA È CONTRO DI NOI: VOGLIONO CITTADINI POVERI E SCHIAVI DI UNO STATO AMMINISTRATO DAI LORO BURATTINI

Con la pandemia hanno capito che con la paura e l’indottrinamento di massa mediante i New Media e la televisione e giornali di regime potevano opprimere le masse sospendendo le garanzie costituzionali e le libertà fondamentali, come il diritto al lavoro.

Inoltre hanno assestato un duro colpo al loro nemico dichiarato: quella classe media costituita da piccoli imprenditori, professionisti, commercianti che le sinistre “democratiche”, oggi ovunque al potere, assimilano ai “borghesi”. Quei borghesi sistematicamente sterminati o perseguitati nei passati regimi socialisti di cui il Great reset non è che una riedizione più soft ma non meno pericolosa, col suo sogno di una economia globale pianificata, in mano a oligarchie transnazionali, che regnano su una massa di “uguali” resa omogenea dalla scomparsa della proprietà privata e da un “reddito di cittadinanza” di cui si potrà disporre solo per via digitale – il famigerato Green pass è stata una anticipazione di questo sistema peraltro già in vigore nella Cina comunista – che potrà essere tolto in qualsiasi momento con un “clic” da parte dei burocrati di regime, non appena il cittadino-suddito oserà manifestare un qualsiasi dissenso dalla linea tracciata dal Grande Fratello.

Il primo ministro canadese Trudeau ha rischiato di far cadere il velo prima del tempo con la sua repressione dei camionisti scesi in piazza contro il regime sanitario e il passaporto verde; repressione attuata – guarda un po’ – col sequestro dei conti correnti bancari di chi non solo ha aderito alla protesta ma anche di chi l’ha sostenuta con donazioni di denaro. Per il momento il pupillo di Klaus Schwab, il gran maestro e teorizzatore della quarta rivoluzione industriale che rimodellerà tutto: dal governo, all’energia, alla finanza, al cibo, all’istruzione, alla salute, alla proprietà, alla polizia e agli stessi rapporti interpersonali, ha dovuto fare un passo indietro, poiché i risparmiatori, spaventati, sono corsi in banca per svuotare i conti e mettere al sicuro i risparmi mentre gli investitori stranieri hanno cominciato rivolgersi fuori dal Canada, dubitando dell’affidabilità di un governo che da un giorno all’altro e in modo del tutto arbitrario si permette di mette le mani sul denaro altrui. 

Ma adesso, con la guerra tra Ucraina e Russia, i tempi devono essere sembrati maturi per imprimere un deciso colpo di acceleratore al piano.

Già da gennaio – ben prima dell’attuale piega assunta dalla crisi ucraina – le bollette di luce e gas avevano subito aumenti senza precedenti e oggi, col pretesto della guerra, anche i prezzi dei carburanti sono schizzati alle stelle, nonostante le importazioni dalla Russia al momento siano regolari. Intanto i cittadini dovranno cominciare ad abituarsi a fare a meno della macchina e usare di più i mezzi pubblici; questo in attesa che l’UE entro il 2035 metta al bando l’autotrazione diesel e benzina in favore dell’elettrico che però solo pochi potranno permettersi. Intanto l’aumento generalizzato dei prezzi dovuto ai maggiori costi di trasporto costringerà le famiglie a consumare di meno e a impoverirsi ulteriormente per acquistare i prodotti essenziali.

Un colpo duro al ceto medio è già stato inferto colpendo la casa, che soprattutto in Italia è considerata un investimento e un bene rifugio. Già lo sciagurato governo di Mario Monti, con l’introduzione dell’Imu nel 2011 provocò l’immissione sul mercato di un gran numero di seconde e terze case, col conseguente crollo dei prezzi, tanto che oggi molte famiglie si trovano a dover estinguere mutui che costeranno il doppio dell’attuale valore di mercato. Oggi invece è Mario Draghi a pensare ad una ulteriore stangata fiscale con la rivalutazione dei valori catastali. Oltre a ciò si comincia a parlare, per effetto della direttiva UE sugli sprechi energetici, di mettere fuori dal mercato della compravendita e perfino degli affitti gli immobili che rientrano in una classe energetica bassa, ovvero almeno il 33% delle case del nostro Paese.

Tutti provvedimenti ovviamente spacciati per necessari e in virtù, ancora una volta, di una “emergenza”. Con Monti l’emergenza era lo spread e il debito, adesso la fantomatica emergenza ambientale. Ovviamente col consenso di sprovveduti che ormai hanno rinunciato a ragionare col proprio cervello delegando l’incombenza agli intellettuali da talk show, intrattenitrici di programmi tv, mass media di regime e influencer vari.

Ma prima ancora dell’esproprio delle abitazioni c’è stato l’esproprio dei risparmi e dei soldi, che dovranno circolare solo in formato elettronico dopo essere già stati tolti alla piena disponibilità dei risparmiatori, i quali se vogliono prelevare più di duemila euro – tra breve appena mille – in banca o in posta devono dichiarare il motivo, fornire il codice fiscale e un documento di identità.

Tanto per abituarci fin da subito al regime che il Great reset sta preparando e che come ogni regime socialista del passato si presenta con tanti bei e roboanti propositi di una vita felice, virtuosa, sana ed ecologica per poi rifilare alle masse la fregatura di una esistenza grama, squallida, infelice, presto avremo anche il razionamento di luce e gas, praticamente già annunciato dal solito ineffabile Draghi, il quale si è già premurato di fare cosa? Emanare un nuovo stato di emergenza.

In miseria, senza la proprietà privata garanzia di libertà, e ridotti in tribù in perenne scontro tra loro – il divide et impera che abbiamo sperimentato durante il Covid, con il pro e contro i vaccini, e adesso con le opposte fazioni pro e contro Putin –  saremo in totale balia delle oligarchie che avranno in mano gli imperi economici che resteranno dopo l’epurazione della concorrenza. L’Unione Europea ha già detto di essere pronta a contrastare le aziende “non etiche”, ovvero le compagnie che non rispettano i diritti umani e ambientali durante i processi produttivi nella catena di approvvigionamento. Ovviamente provate a immaginare chi sarà ad attribuire la patente di eticità.

Quello che fino a ieri era bollato come “complottismo” sta accadendo oggi sotto i nostri occhi. Forse è arrivato il momento di svegliarci dal nostro torpore trovando il coraggio di reagire civicamente dopo troppo tempo passato a prostrarci di fronte al Potere, ai suoi capricci, alle sue stupide fantasie di mondi migliori costruiti sulle spalle e a spese dei più.

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