Si stanno ripresentando gli spettri del passato

Si stanno ripresentando gli spettri del passato

di Gian Piero Bonfanti

LA STORIA SI RIPETE, L’ANDAMENTO CICLICO DEGLI EVENTI CI APRE I CASSETTI DELLA MEMORIA

A seguito del discorso tenuto dal Presidente degli Stati Uniti Joe Biden dal Castello reale di Varsavia, si sono ripresentati gli spettri del passato.

Le paure che avevamo prima che volgesse al termine la cosiddetta “Guerra Fredda” terminata con l’abbattimento del muro di Berlino e che pensavamo  di aver dimenticato  sono tornate più forti e vigorose che mai.

Il clima di inquietudine, ed a tratti di terrore, dovuto alla paura di entrare in una guerra mondiale dove due superpotenze si dichiaravano pronte a sganciare testate nucleari oggi si ripresenta.

Le modalità sono le medesime. Ora è il momento delle minacce, di mostrare i denti, ed in questo caso, purtroppo, di fomentare scontri fratricidi.

Il termine Guerra Fredda (“Cold War“) viene utilizzato per la prima volta nel 1945 dallo scrittore e giornalista britannico George Orwell che in un articolo prevedeva che “ci sarebbe stato uno stallo nucleare tra due o tre mostruosi super-stati, ognuno in possesso di un’arma tramite cui milioni di persone sarebbero potute essere spazzate via in pochi secondi“.

In seguito il termine venne adottato per descrivere le tensioni tra le due superpotenze mondiali.

Forse tutti i giovani nati negli ultimi trent’anni possono non aver la percezione della portata catastrofica del clima di terrore che questa situazione può imprimere alla società, non avendola vissuta.

Forse molti altri erano troppo piccoli per ricordarsi la costante tensione che governava i rapporti diplomatici internazionali, ma chi ha qualche capello bianco sul capo difficilmente può dimenticare i momenti particolarmente critici tra i due paesi.

Per coloro che, per un motivo o per un altro, non avessero ben chiara la situazione, sarebbe sufficiente andare a prendere un libro di storia o aprire una pagina in internet per rivivere quei momenti.

Sarebbe importante farlo prima di brandire una bandiera ed auspicare l’ingresso in un conflitto mondiale.

Grandi uomini hanno speso la loro vita per raggiungere la pace, grandi santi hanno mediato per porre fine a vecchi rancori.

Ora abbiamo questo nostalgico belligerante che fomenta la guerra da mesi, che si permette anche di utilizzare termini graffianti e provocatori anche, a quanto pare, all’insaputa dei membri del suo staff.

Putin è “un dittatore” e “un tiranno” che “non può rimanere al potere”, ha affermato Biden nel suo discorso.

Sarebbe interessante capire oggi cosa  direbbero tutti coloro che si sono stracciati le vesti per la sua elezione a presidente federale. Tutti coloro, cioè, che ripetevano che Donald Trump era un pazzo guerrafondaio (che in realtà nel suo mandato non ha mai partecipato ad un conflitto) o parlavano del suo ciuffo biondo o del famoso muro tra Messico e Stati Uniti.

A proposito del muro, che tanto è stato usato come pretesto nella campagna contro le ri-elezioni di Donald Trump, ricordiamo che la costruzione della prima barriera fisica fra Stati Uniti e Messico risale agli anni ‘90, quando George Bush inaugurò i primi 23 chilometri fra San Diego e Tijuana. Nel 1994 Bill Clinton ampliò il muro aggiungendoci la presenza fissa di poliziotti che dovevano controllare gli accessi e impedire quelli non autorizzati. La stessa cosa fu fatta da Bush figlio e Obama.

Ma tutti hanno strumentalizzato il fatidico muro contro colui che aveva comunque tessuto politiche pro-life, colui che si era opposto alla politica abortista e pro LGBTQ, colui che probabilmente per la sua indole pacifica risultava scomodo a coloro che hanno interessi nell’industria bellica.

Che farsene di un presidente degli Stati Uniti che non partecipa a nessuna guerra?

La guerra genera denaro, sia durante che dopo, nella fase di ricostruzione.

Ma mentre la povera gente muore massacrata per le strade o sotto le bombe  c’è ancora qualcuno che inneggia all’entrata in guerra. Ma che ne sappiamo noi degli orrori della guerra?

Cerchiamo di non farci condizionare troppo dalla propaganda martellante, torniamo con i piedi per terra e teniamo lo sguardo verso l’alto.

Ci sono valori molto importanti da non dimenticare. La pace è uno di questi.

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