Popolo di zombies, ignoranza e follia ci stanno portando a una nuova guerra mondiale

Popolo di zombies, ignoranza e follia ci stanno portando a una nuova guerra mondiale

di Francesco Bellanti

LA GUERRA IN UCRAINA PUÒ PORTARCI VERSO UNA CATASTROFE MONDIALE 

Quando il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dice che occorre una nuova Norimberga nei confronti delle responsabilità belliche della Russia, aggiunge semplicemente ignoranza storica alla sua inettitudine come Capo di governo, perché il Processo di Norimberga fu solo una operazione di facciata, a seguito della quale vennero impiccati quattro gerarchi nazisti per fare vedere al mondo che si voleva denazificare l’Europa. In realtà i nazisti che servivano – scienziati, soprattutto – Unione Sovietica e Stati Uniti se li portarono nei loro Paesi per costruirsi le loro bombe atomiche e migliorare la loro tecnologia.

Il mondo corre verso la catastrofe di una guerra mondiale per ignoranza e follia. Bisogna salvare il popolo ucraino e, per salvarlo, bisogna rimuovere il peggiore ostacolo alla pace e alla sua salvezza, il loro presidente e gli oligarchi che lo sostengono.

A febbraio rifiutò la mediazione del cancelliere tedesco Scholz, per – riporto le parole del cancelliere tedesco – “rinunciare all’adesione alla Nato e dichiarare la neutralità come parte di un più ampio accordo europeo di sicurezza tra l’Occidente e la Russia. Il patto sarebbe stato siglato da Putin e Biden, che insieme avrebbero garantito la sicurezza dell’Ucraina”.

Poi ha cercato di coinvolgere la Nato per far diventare mondiale un conflitto regionale. È vero che non dobbiamo dimenticare che in questa guerra c’è un aggressore e c’è un aggredito, e che Putin è il primo responsabile di questa carneficina di civili, ma ora bisogna fare di tutto per trovare una soluzione pacifica al conflitto prima che esso degeneri verso la catastrofe finale.

La passerella del presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è un affronto alle persone intelligenti e, dobbiamo dire, le cose più sensate sulla “questione russa” le abbiamo sentite dire dal tanto criticato prof. Alessandro Orsini. Tutti gli altri, politici, giornalisti e cosiddetti intellettuali, ci sembrano solo zombies (politicamente parlando).

L’Italia e Germania, i Paesi sconfitti della seconda guerra mondiale, dovrebbero assumere la guida dell’Europa e smetterla con questa politica folle di sanzioni e di invio di armi, le sanzioni non hanno mai risolto nessuna guerra e stanno affossando le nostre economie. Inviare armi, poi, significa fare il gioco degli Stati Uniti di Biden che vogliono balcanizzare l’Est europeo e trasformare nel cuore dell’Europa l’Ucraina in un nuovo Vietnam per venderci il loro più costoso gas e le loro armi.

È un’idea molto pericolosa, questa volta la Russia non è la Jugoslavia. Putin non perderà questa guerra, potrebbe forse utilizzare anche le armi nucleari ma non la perderà. Solo con gli inetti come Zelensky non si può ragionare, con i criminali come Putin sì.

Non bisogna commettere l’errore gravissimo di consegnare alla Cina la Russia, che potrebbe diventare con il suo sterminato territorio la riserva delle materie prime e il braccio armato di Xi Jinping. Si sente dire che si stanno convincendo Finlandia e Svezia a entrare nella Nato, se così dovesse accadere, saremo a un passo della terza guerra mondiale.

Dobbiamo convincerci che la pace non passa attraverso l’allargamento all’infinito della Nato. È la geografia che fa la storia e la nostra geografia è l’Europa, che può anche far parte della Nato – possibilmente come Stati Uniti d’Europa, per avere più potere contrattuale – ma prima di tutto deve pensare ai propri interessi.

L’Ucraina può essere legittimamente accolta nell’UE, ma Zelensky deve mettersi in testa che lo spazio storico europeo non ha niente a che vedere con gli interessi americani. Purtroppo, sono poche le voci isolate che abbracciano queste idee, per il resto ogni sera in Tv assistiamo ad una litania di porta-parola degli imbelli capi di governo europei.

Noi italiani diamo il nostro buon contributo al lugubre sinedrio pregno di disgraziati progetti. Draghi non è uno statista con una visione politica di respiro mondiale, ma un alto commissario espressione dei poteri, talvolta oscuri, della finanza e delle banche, esecutore di un capitalismo transeuropeo. Purtroppo, sono molti i Draghi d’Europa, e questi non ci salveranno. Dobbiamo salvare il popolo ucraino per altre vie, anche perché, convinciamoci, se non si salva il popolo ucraino non si salverà l’Europa e, probabilmente, non si salverà nemmeno il mondo.

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