L’Italia profonda c’è e, grazie a Dio, resiste: identità, comunità e storie alternative all’omologazione culturale


di Giuseppe Brienza

PAROLE CHIAVE”: LA STORIA E LA NARRATIVA INDIPENDENTE CHE PROVIENE DAI COMUNI ITALIANI… PREMIATI IERI IN PROVINCIA DI ROVIGO I VINCITORI DELLA PRIMA EDIZIONE DEL CONCORSO STORICO-LETTERARIO CHE INTENDE VALORIZZARE AUTORI EMARGINATI DAL CIRCUITO MAINSTREAM DELLE CASE EDITRIC

L’Italia profonda delle comunità, delle identità e delle storie alternative all’omologazione culturale c’è e, grazie a Dio, resiste. Fra le tante iniziative che stanno costellando la ripresa del nostro Paese dopo l’abbruttimento e l’isolamento imposti dalla pandemia e dal conseguente regime sanitario, infatti, c’è anche quella che si è tenuta ieri, in provincia di Rovigo, per iniziativa del Comune di Polesella.

Si tratta di un nuovo concorso storico-letterario destinato a valorizzare autori italiani meritevoli di essere conosciuti ma rimasti finora fuori, per vari motivi, dal grande circuito editoriale nazionale e internazionale.

Come presidenti di giuria delle tre sezioni del concorso “Parole Chiave” sono stati opportunamente scelti esperti qualificati e indipendenti come Massimo Carlotto e Leonardo Raito (sindaco di Polesella ma, in precedenza, docente di storia contemporanea all’università di Padova) per la sezione “narrativa edita”, Gianluca Morozzi per “narrativa inedita” e, infine, Emilio Alessandro Manzotti per la “saggistica storica”.

Fra gli studiosi premiati ieri pomeriggio a Villa Morosini anche il collaboratore di Informazione Cattolica Andrea Rossi, che si è classificato secondo nel tema di ricerca “Società e conflitti nel Novecento italiano, europeo e globale” grazie al suo originale saggio di storia contemporanea dal titolo: “La fine di tutto. 15 aprile-15 maggio 1945: una guida agli ultimi giorni dei collaborazionismi europei” (D’Ettoris Editori, Crotone 2020, pp. 108).


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