Riscoprire la fede e gli itinerari religiosi: la storia di una giovane donna romana


di Enzo Vitale

INTERVISTA A SARA ALESSANDRINI, LA TRAVEL BLOGGER DEGLI ITINERARI RELIGIOSI: UNA GIOVANE E FRESCA TESTIMONIANZA DI FEDE

Quando si ha la possibilità di coltivare le proprie passioni, nella vita, tutto diventa più facile e avvincente. Non solo per chi ha la fortuna di coltivare le proprie passioni ma anche per coloro che godranno dei frutti di tale lavoro. È il caso di Sara Alessandrini, giovane donna romana, appassionata di viaggi e responsabile del blog Itinerari Religiosi. Attualmente collabora con la rivista di apologetica Il Timone (sul sito è possibile vedere alcuni dei suoi video). Di questi viaggi, che nascono dalla sua fede, ne ha fatto un libro Sara Alessandrini (a cura di), Un’altra strada – I miei itinerari mariani in Italia (Il Timone, 2022).

L’abbiamo raggiunta e le abbiamo rivolto qualche domanda per i lettori di inFormazione Cattolica.

Innanzitutto, chi è Sara?

Cercherò di essere breve… Vivo a Roma, ho 37 anni, sono sposata, ho studiato Letteratura Italiana all’università e mi sono specializzata in Giornalismo. Ho lavorato inizialmente come ufficio stampa e poi mi sono specializzata nel settore del Digital Marketing. Da lì, le mie passioni e il mio lavoro hanno sempre coinciso con quella che è stata la mia conversione. Ho deciso di aprire questo blog di viaggi dedicato agli itinerari religiosi sia come un mio progetto che come testimonianza di quello che il Signore ha fatto nella mia vita.

Sembra che Dio sia sempre stato presente nella tua vita… ma non sempre nello stesso modo…

Sì, è vero! Dio è sempre stato presente nella mia vita, nel senso che io vengo da una famiglia cattolica che mi ha comunque messa su questo cammino di fede. Ho però avuto un po’ di alti e bassi e i miei periodi di ribellione durante l’adolescenza, soprattutto, quando mi sono allontanata da Dio e dalla fede. Ogni tanto, magari andavo a Messa, ma non ero attenta a quello che diceva il sacerdote. Ero comunque distante. La mia testa ed il mio cuore erano da un’altra parte. Poi c’è stato un episodio scatenante: a 19 anni ho vissuto un’esperienza un po’ complicata che mi ha portata a farmi delle domande – questo lo racconto anche nel libro – e queste domande, questa situazione, questa esperienza mi hanno segnata profondamente e mi hanno riavvicinato a Dio. È come se avessero fatto riemergere in me tutti gli insegnamenti che avevo ricevuto in passato e poi ho anche incontrato delle persone che mi hanno aiutato a ritrovare la fede, a incontrare Dio, a cambiare il mio modo di vedere la vita.Qualcuno ha detto che “viaggiare ti cambia”… sei d’accordo? E perché?

Sicuramente viaggiare cambia perché spinge le persone ad uscire dalla propria zona di comfort. Vi devo confessare che io, quando ero adolescente, facevo fatica a pensare anche solo di organizzare un viaggio. Ero molto statica, molto radicata nella mia realtà di Roma, radicata nella mia realtà di casa. Poi il tempo, la conversione, il lavoro, la crescita, insomma, tante cose insieme mi hanno portata ad evolvermi a cambiare questa mia mentalità e quindi, ecco, io penso che viaggiare migliori le persone. Intraprendere un viaggio religioso – che sia un pellegrinaggio, un cammino o la visita ad un santuario – ti cambia nel profondo, perché le persone che intraprendono questo tipo di viaggio sono persone che cercano “qualcosa”, hanno bisogno di risposte a delle domande, cercano la loro vocazione, oppure hanno la necessità di avere consolazione di un dolore o di una sofferenza che stanno vivendo.Metti al centro, nei tuoi viaggi, “i luoghi dello spirito”: non temi che qualcuno ti potrebbe snobbare per questo?

Sono consapevole che mi rivolgo ad un pubblico di nicchia, anche se negli anni ho riscontrato che molte persone, anche non credenti, sono comunque interessate a viaggi religiosi, cammini o pellegrinaggi. Di certo sono penalizzata rispetto ad altri blog che parlano di viaggi in genere, per esempio, in Australia, in Tailandia, in Giappone. Per me, però, è un onore poter raccontare quello che vivo, poter dare una testimonianza di fede. Quindi punto molto su questo…Perché qualcuno dovrebbe leggere il tuo libro?

Questa domanda è difficile. Quando ho scritto il libro ho pensato al lettore ed alle persone che stanno dall’altra parte. Ho pensato, in realtà anche a me, alla Sara di prima, prima della conversione. E mi sono chiesta: Sara che cosa si sarebbe aspettata di leggere? Ho pensato che la cosa che in passato, come adesso, mi colpisce sempre tanto, sono le testimonianze delle persone che sono arrivate alla fede, il loro percorso. Per questo ho deciso di iniziare il libro, nella speranza che anche altre persone si possano ritrovare nella mia storia e in qualche modo possano prendere spunto, possano essere in qualche modo aiutate da quello che ho raccontato.

Se dovessi dare un consiglio alle giovani ragazze, cosa doneresti loro come “perla preziosa”?

Se penso a Sara adolescente, credo che non avrebbe ascoltato consigli di nessuno ma, se l’avessi davanti, senz’altro ripeterei la frase di san Giovanni Paolo II che mi ha sempre colpito tantissimo: «Prendi in mano la tua vita e fanne un capolavoro», non accontentarti della mediocrità e, soprattutto, direi cerca l’amore vero, cerca la felicità, perché esiste e la puoi trovare solo in Dio. Questo direi!


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