A Cuba solo la Chiesa può sanare le ferite causate dall’ideologia marxista


di Matteo Orlando

“LA CHIESA, CON LA SUA DOTTRINA SOCIALE, PUO’ RISOLLEVARE LA SPERANZA DEI CUBANI ORAMAI RIDOTTI ALLA FAME”

Domani, lunedì 11 luglio, ricorre un anno dalle storiche proteste pacifiche a Cuba, che hanno mobilitato milioni di persone in tutto il Paese caraibico che protestano per le continue oppressioni che soffre la società cubana a causa del Comunismo, per la nuova, enorme, crisi economica e sociale che sta provocando un aumento, ancora una volta, dell’emigrazione.

Padre Bladimir Navarro, dell’arcidiocesi di Camagüey, nel corso di un programma di Radio Maria Spagna ha spiegato che il popolo cubano “soffre la fame e ha un grande bisogno. È molto triste vedere come gli anziani vendano i loro averi per strada per avere il minimo per poter comprare qualcosa da mangiare. Oppure guardare le lunghe file nei negozi. Il popolo cubano sopravvive e la povertà peggiore è quella della mancanza di libertà. A parte la miseria economica, viviamo nella miseria della paura, dell’emigrazione, della mancanza di valori. Un altro problema urgente è la mancanza di farmaci, non è possibile assumere paracetamolo o ibuprofene, ovviamente non ci sono nemmeno gli antibiotici”.

I sostenitori della dittatura comunista cubana hanno paura di perdere il potere e, ha spiegato padre Navarro, “hanno approvato nuove leggi che perpetuano la loro ideologia marxista. L’inflazione è aumentata enormemente. I cubani erano molto felici quando era stato annunciato che i salari sarebbero aumentati. Ma ora il prezzo dei generi alimentari di prima necessità è molto alto, non si riesce più a comprare il latte e non ci sono i medicinali”.

Così, mentre si deteriora economicamente e socialmente la società cubana, i leader continuano a vivere molto bene. “Stiamo vedendo che molte case stanno crollando in tutto il paese, mentre nuovi hotel sono in costruzione a L’Avana. Ma se alzi la voce e dici la verità, ti vanno contro, ti diffamano. Le pene detentive sono aumentate”, ha aggiunto il sacerdote.

Il danno antropologico e sociale che sta subendo il popolo cubano è enorme: alla radice di tutto c’è il danno umano che l’ideologia marxista ha generato in 60 anni di dittatura a Cuba. “Il marxismo va contro la famiglia, distruggerà la libertà e la dignità dell’essere umano. La miseria è la cosa peggiore che sta accadendo ai cubani in questo momento”, ha ricordato padre Navarro. “Le pene detentive sono altissime, più di 10 anni per tanti giovani, alcuni anche minorenni di 17 anni. Hanno solo chiesto di sopravvivere in libertà. Se qualcuno mette una foto o qualcosa contro il Comunismo sui social network si rischia il carcere. Chiunque racconta qualcosa della vita giornaliera, dalla fila per il pane, ed altri fatti quotidiani, viene minacciato”, ha denunciato il sacerdote.

Padre Navarra ha comunque certato di trasmettere speranza ricordando che “la Chiesa con la sua dottrina sociale può risollevare la speranza caduta dei cubani. La Chiesa è un rifugio di speranza, per connettersi al Signore e per sanare le ferite dell’ideologia marxista”.

 


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