Medio Oriente, la polveriera è pronta ad esplodere


di Pietro Licciardi

QUELLO CHE VALE PER L’UCRAINA NON VALE PER LIBANO E SIRIA, PEDINE DELLA POLITICA AMERICANA IN UN MEDIO ORIENTE SEMPRE PIU’ INSTABILE

La situazione in Libano, unico caso in Medio Oriente di pacifica convivenza tra cristiani e minoranze islamiche, è ormai degenerata anche a causa delle sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti e dall’Europa in funzione anti-siriana e l’intero paese versa in una condizione di estrema povertà. La tenuta dello Stato è ormai a rischio e in qualsiasi momento possono esplodere le tensioni accumulatesi negli anni a causa delle crescenti difficoltà interne e delle manovre di potenze straniere (Israele e Stati Uniti) che mirano a destabilizzare e disgregare il Libano al fine di ridisegnare la carta geografica dell’area in chiave anti iraniana e antirussa oltre che a cercare di costituire un’area cuscinetto a protezione dello stato ebraico.

Dopo la devastante esplosione avvenuta nel porto di Beirut il 14 agosto 2020 che ha distrutto tra l’altro i silos per lo stoccaggio del grano, e la pandemia il Libano non si è più rialzato, nonostante le promesse di aiuti del premier francese Emmanuel Macron fatte durante la sua visita all’indomani della sciagura, e oggi uno stipendio di un milione di lire libanesi non basta neppure per un pieno di benzina, che oltretutto è difficile da trovare. L’elettricità arriva nelle case per pochissime ore al giorno, il cibo scarseggia e chiunque ha un pezzo di terra o un giardino lo ha trasformato in orto. Le famiglie ormai allo stremo se fino a qualche mese fa in caso di malattia dovevano scegliere se far curare i loro figli o mangiare, adesso devono rinunciare del tutto alle cure mediche che sono inarrivabili.

E’ da considerare che oltre la metà della popolazione libanese è ormai costituita da profughi provenienti dalla Siria, in cui prosegue la guerra scatenata da Arabia Saudita e Stati Uniti, che hanno di fatto organizzato, addestrato e armato i fondamentalisti del Dahesh e i numerosi volontari e mercenari i quali hanno devastato il paese tentando di rovesciare il legittimo governo di Bashar al Assad, sostenuto dalla popolazione. Come se non bastasse la Turchia di Erdogan intende risolvere una volta per tutte la questione curda con una nuova guerra, che verrà combattuta anche sul suolo siriano, contro questa minoranza che a sua volta si è ritagliata una porzione di territorio a spese della Siria per costituire un proprio stato indipendente.

Insomma, quello che vale per l’Ucraina non vale per la Siria e altri paesi del Medio Oriente, come appunto il Libano, della cui indipendenza e sopravvivenza non importa a nessuno in Occidente. Anzi, proprio l’attuale conflitto russo-ucraino, che si sta rivelando un autentico boomerang per gli Usa e soprattutto per l’Europa, promette di far degenerare ulteriormente la situazione in quanto i processi inflativi e la scarsità di materie prime energetiche produrranno effetti a catena che se si prevedono pesanti per le economie occidentali risulteranno devastanti per paesi già disastrati sul piano politici ed economico. In questa disperata situazione continuano ad operare organizzazioni cristiane, come Oui pou la vie, grazie all’aiuto delle donazioni provenienti dall’Italia. Sono proprio loro le uniche a tenere desta l’attenzione, per quanto possibile, su questo ultimo lembo di Medio Oriente in cui ancora splende la luce di Cristo e da dove, forse, si può ancora sperare grazie alla loro opera in un riappacificazione tra cristiani, sciiti, sunniti e le altre minoranze, a dispetto delle infami trame ordite sulla pelle della popolazione.

Insomma, se prima il Medio Oriente era una polveriera sempre in procinto di esplodere, adesso la miccia si trova solo a qualche centimetro dalle polveri. L’unica nota positiva, si fa per dire, è che gli Stati Uniti di Joe Biden e della inetta cricca democratica anche nell’area mediorientale, dopo la batosta che stanno subendo in Ucraina, si troveranno alle corde cessando di essere loro gli arbitri della situazione. Subentreranno infatti Russia e Cina, i quali hanno tutto l’interesse a mediare tra Iran e Arabia Saudita, ormai entrati nella loro sfera d’influenza, per congelare l’attuale situazione e impedire una guerra santa tra arabi, sunniti, e iraniani, sciiti.

Siamo convinti che ben poco si può comprendere degli eventi se non ci si rifà anche ad una teologia della storia e se si guarda a ciò che si sta preparando in Europa e Stati Uniti, in cui sia sta profilando all’orizzonte inflazione, razionamento energetico, scarsità di cibo in proporzioni tali da rendere plausibile l’inizio di rivolte sociali, e il Medio Oriente – oltre al fatto che l’asse politico ed economico si sta rapidamente spostando in Oriente con la costituzione dell’asse Russo-Cinese – sembra di rileggere Il padrone del mondo, di Robert Hugh Benson in cui un certo Felsemburg è acclamato da tutti imperatore dell’Europa e della Terra dopo aver scongiurato una devastante guerra tra Oriente e Occidente. E’ lui l’Anticristo, l’artefice dell’ultimo inganno, giunto a portare una pace fittizia e universale dopo aver condotto le nazioni sull’orlo del baratro.

 


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