Identità Digitale: L’essere umano ridotto a funzione

Identità Digitale: L’essere umano ridotto a funzione

di Daniele Trabucco

L’AUTONOMIA DELL’ESISTENZA DIGITALE È IL DATO VERAMENTE LIQUIDO DEL NUOVO MODELLO ANTROPOLOGICO CHE SI STA PROFILANDO

L’imposizione di un’identità digitale (già fortemente presente: pensiamo ai PIN fiscali e previdenziali, allo Spid etc.) avviene mediante “profili digitali”, creati automaticamente e basati su dati (magari forniti spontaneamente dallo stesso individuo) e su algoritmi (costruiti da società pubbliche o private), che sfuggono al controllo della persona.

Il soggetto digitale è, dunque, la forma “numerica” del soggetto, ovvero l’immagine della sua fisicità, o il contenuto della sua attività, che si estende autonomamente nello spazio virtuale, innescando o intervenendo in processi che la persona concreta, in larga parte, ignora.

L’autonomia dell’esistenza digitale è il dato veramente liquido del nuovo modello antropologico che si sta profilando, in quanto appare un soggetto “sciolto”, cioè inevitabilmente slegato dal suo dato originario (la corporeità), in forza della dinamica che sostiene la sua stessa presenza nel cosmo digitale, ovvero la scomposizione algoritmica del suo profilo identitario.

Il soggetto concreto, soprattutto, non gestisce il processo della propria ricomposizione unitaria, ritrovandosi così decentrato nell’assolutamente matematico.

A questo servono i Draghi, i Colao e i migliori che hanno potuto agire grazie ai partiti che li hanno sostenuti…

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