Il voto in condotta, se ben usato, è una valida indicazione per il cammino degli incerti

Il voto in condotta, se ben usato, è una valida indicazione per il cammino degli incerti

di Nicola Sajeva

IL VOTO IN CONDOTTA: UN PUNTO DI RIFERIMENTO PER RIDIMENSIONARE OGNI LIBERA USCITA DEL NOSTRO EGOCENTRISMO, UN IMPEGNO DI SERIETÀ VALIDO, FECONDO E, ALLA FINE, ANCHE GRATIFICANTE

Oggi ricomincia la scuola, almeno per gli studenti della Provincia di Bolzano. La data di inizio delle lezioni cambia però da regione a regione: i prossimi a ritornare in classe saranno gli studenti di Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Trentino, Veneto, Basilicata, Piemonte e Abruzzo (la prima campanella suonerà il 12 settembre). Seguiranno il 13 settembre gli studenti della Campania, il 14 quelli di  Puglia, Marche, Molise, Calabria, Liguria, Sardegna. Ancora, il 15 settembre toccherà agli studenti di Toscana, Emilia Romagna e Lazio, infine il 19 settembre toccherà agli studenti di Valle d’Aosta e Sicilia.

Senza volere cedere artatamente al alcun catastrofismo, non possiamo non riconoscere che la situazione dei nostri adolescenti, fatte le dovute eccezioni, sta diventando davvero drammatica.

Il mercato della droga e dell’alcool non solo registra un considerevole incremento, ma va ad occupare anche spazi nuovi, abbassando l’età dei soggetti coinvolti. Droga e alcool, nella ricerca dei fattori scatenanti del degrado che investe gran parte della popolazione giovanile, diventano, a mio parere, i primi responsabili perché inequivocabilmente determinano, con la caduta di ogni processo inibitorio, un vero disordine esistenziale.

Ed ecco prendere consistenza episodi di bullismo, insofferenza delle regole, predisposizione a non riconoscere alcuna autorità, convinzione che una libertà concettualmente vicina all’anarchia possa trovare accoglienza nella convivenza civile.

Che fare? Cominciamo dalla scuola. Entriamo con il dovuto rispetto nelle aule, ritorniamo a respirare la loro sacra atmosfera, soppesiamo la ricaduta, in tutti i contesti della società, di un recupero della capacità di autocontrollo che veda protagonista un alunno pronto a scoprire nell’autorevolezza dell’insegnante solo un aiuto amorevole per la formazione globale della sua personalità.

Il voto in condotta, se ben usato, è una valida indicazione per il cammino degli incerti, un punto di riferimento per ridimensionare ogni libera uscita del nostro egocentrismo, un impegno di serietà valido, fecondo e, alla fine, anche gratificante.

Con la buona condotta, inoltre, si costruisce la buona volontà e così, in prospettiva, ci ritroviamo pronti a lavorare per il vero Bene comune. Non è questo il fine ultimo della scuola? Non è questo ciò che desideriamo costruire per i nostri figli? Non è questa la vera finalità di ogni azione politica?

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