Una mamma vissuta ai nostri giorni che va verso l’onore degli altari

Una mamma vissuta ai nostri giorni che va verso l’onore degli altari

di Mariella Lentini*

ECCO CHI È LA SERVA DI DIO LICIA GUALANDRIS MANELLI

Licia è una mamma vissuta nei nostri giorni. Ama suo marito e desidera accogliere tutti i bambini che arriveranno perché per lei sono un “dono di Dio”. Licia confida nella Provvidenza Divina che non farà mancare ai suoi figli il pane quotidiano, una casa, l’istruzione. Per Licia non importa apparire: lei sente che il lusso e il superfluo non la renderebbero felice. La vera felicità è l’amore: una famiglia unita con papà e mamma che si vogliono bene. Nascono ventuno bambini, di cui tredici viventi. Otto conseguono la laurea, gli altri si diplomano. Tutti sposati meno uno, il sacerdote Stefano Maria Manelli che fonda l’Ordine dei Frati Francescani dell’Immacolata.

Licia Gualandris nasce a Nembro (Bergamo) nel 1907. È una bellissima ragazza e a vent’anni sposa Settimio Manelli, nato a Teramo (Abruzzo) nel 1886. Settimio, come anche Licia, è figlio spirituale di Padre Pio e terziario francescano. Si laurea in lettere, partecipa come ufficiale alla Prima guerra mondiale e poi diventa insegnante e preside di scuola media. Sa quasi a memoria il Vangelo.

La coppia da Fiume si trasferisce a Lucera (Foggia). È un periodo di grande miseria per l’Italia. Durante la Seconda guerra mondiale si patisce la fame. C’è chi non ha casa perché distrutta dalle bombe. Mamma Licia, così viene chiamata da tutti per la sua bontà, fa tanti sacrifici e si priva di molte comodità: mai un cinema né un teatro… Eppure sorride sempre anche quando papà Settimio non porta a casa lo stipendio perché antifascista e mamma Licia deve comprare da mangiare a credito.

Licia prega Padre Pio e la Madre di Gesù e legge la vita dei santi. In famiglia non vengono mai a mancare la fede e il pane per sfamarsi, a volte offerto dalla parrocchia o dalle suore. E ogni domenica i Manelli si recano in chiesa a Messa. Mamma Licia è stanca, ma, facendo suo il motto «aiutati che Dio t’aiuta», alleva galline per vendere uova e comprare latte e zucchero per i piccoli. Ai suoi bambini racconta favole, li aiuta nei compiti, gioca con loro e insegna a pregare.

Papà Settimio e mamma Licia nel 1948 si trasferiscono a Roma. Lui muore nel 1978 a 92 anni. Lei (nonna di quarantotto nipoti e bisnonna di cinquantacinque pronipoti), si spegne a 96 anni il 18 gennaio 2004. Per la coppia Manelli è in corso la causa di beatificazione.

 

* Autrice del libro
“Santi compagni guida per tutti i giorni”

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