Storie di resistenza cattolica

Storie di resistenza cattolica

di Emanuela Maccarrone

IL MONDO È NEMICO DI DIO?

Nelle varie rivelazioni che Gesù ha manifestato alla mistica Maria Valtorta sono state delineate anche le caratteristiche del vero cattolico. Il guerriero di Cristo, zelante nella sua battaglia in nome della fede in Dio, è quel credente che è deciso a resistere alle illusioni e alle ideologie del mondo.

Gesù, infatti, ha chiarito in più occasioni l’incoerenza di quei credenti tiepidi che pensano di poter servire due padroni: satana (il mondo) e Dio, poiché come ha specificato l’apostolo San Giacomo “ gente infedele non sapete che l’amore per il mondo è nemico di Dio? Chiunque vuole essere amico del mondo, si rende nemico di Dio (…)”.

Il vero cattolico, quindi, è chiamato se non alla battaglia almeno alla resistenza, anche nel piccolo, e nel mondo ci sono segni di grande resistenza cattolica.

Per citarne alcuni, è recente la notizia del grande raduno in Colombia organizzato dalla piattaforma ‘United for Life’ (Uniti per la Vita) dove migliaia di partecipanti (membri di congregazioni religiose, famiglie, parrocchiani o simpatizzanti di organizzazioni pro life) con tanto di rosario in mano, hanno chiesto in massicce manifestazioni convocate in oltre 70 città l’abrogazione della liberalizzazione dell’aborto fino a 24 settimane di gestazione.

Ad ACI Prensa Jesús Magaña, Presidente della United for Life, ha dichiarato che con questo evento il Governo e le altre autorità “devono ricevere il messaggio che la maggior parte del popolo colombiano è a favore della vita , che lotteremo finché l’aborto non sarà impossibile, impensabile”. Inoltre, Magaña ha affermato che questa manifestazione è stata pensata anche per combattere l’eutanasia.

A riguardo è interessante la testimonianza di una mamma che, come ha riportato la CNA (Catholic News Agency), da ex femminista ha raccontato come ora difende il diritto alla vita dei bambini non ancora nati.

Come premessa alla Marcia per la vita tenutasi in Colombia, la donna ha condiviso la sua esperienza con la piattaforma Uniti per la Vita, ricordando di quando i leader del movimento femminista la incoraggiassero a provare attrazione per altre donne e a spogliarsi durante le loro manifestazioni, ma di non aver mai condiviso quei valori. Oggi, infatti, la giovane donna aspetta un bambino e sostiene che “essere madre è un dono, non è un diritto (…)”.

Segni di resistenza anche in Florida dove i fedeli cattolici hanno affisso in tutto lo Stato vari manifesti con l’immagine del Sacro Cuore di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria. Le immagini sono accompagnate dalla seguente frase “giugno è il mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù. Cristo è Re!”.

Come ha riportato la rivista online ‘InfoCatolica’ le foto dei cartelloni stanno circolando sui social media. In uno dei post si spiega che lo spazio pubblicitario è stato pagato con i fondi raccolti da un gruppo di cattolici.

Una testimonianza di fede è stata condivisa dal campione di basket argentino Marcos Delía. In una recente intervista pubblicata dalla rivista cattolica spagnola ‘Misión’, il campione ha raccontato della sua fede vissuta in famiglia, di come ne sia stato grato ai suoi genitori e della sua devozione al rosario e alla Santa messa.

Marito e padre di un bambino di un anno, Delía ha dichiarato di essere molto in pensiero per le ideologie che attaccano la famiglia, preoccupazione che egli ha espresso con testuali parole “che si dica, ad esempio, che un figlio non appartiene ai genitori, ma appartiene allo Stato è un’aberrazione. Ti fanno venir voglia di attaccare lo Stato, perché questa è la cosa più intima che può toccare una persona. E oggi dicono queste cose, ma cosa faranno dopo?”.

 

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