“Il vero ruolo del giornalismo è quello di filtrare le informazioni dei social per cercare la verità”

“Il vero ruolo del giornalismo è quello di filtrare le informazioni dei social per cercare la verità”

a cura della Redazione

LA CORRISPONDENTE DI INFORMAZIONE CATTOLICA E GEOPOLITICA QUOTIDIANA, LA DOTTORESSA MARWA MOHAMED: “IL RUOLO DELLA STAMPA È QUELLO DI COMUNICARE LE INFORMAZIONI IN MODO CHIARO E INEQUIVOCABILE, MA SOPRATTUTTO È QUELLO DI VERIFICARE LA VALIDITÀ DELLE INFORMAZIONI STESSE, CHE È LA VERA CRISI DEL MOMENTO”

La corrispondente dal Medio Oriente e dai paesi di religione islamica di Informazione Cattolica e Geopolitica Quotidiana, la dottoressa Marwa Mohammed, è stata intervista dall’importante rivista culturale cartacea irachena “Al-Banafsag”.
Proponiamo l’intervista nella traduzione italiana.

Chi è Marwa Mohammed?

È una giornalista egiziana specializzata in questioni arabe e internazionali in generale e della regione del Mediterraneo e della Libia in particolare. Si è laureata presso la Facoltà di Al-Alsun, Ain Shams University (Cairo), dove ha studiato l’italiano e l’inglese. Dal 2016 lavora per il quotidiano egiziano Al-Shorouk presso il Dipartimento di Affari arabi e internazionali e media italiani. Ha articoli pubblicati anche nei media libici e marocchini.

Lavora in diversi siti come giornalista. Qual è il ruolo del giornalismo nella società?

Il ruolo del giornalismo è quello di trasmettere le informazioni in modo chiaro e inequivocabile, ma soprattutto è quello di verificare la validità delle informazioni stesse, che è la vera crisi del momento. Il giornalismo inclusivo, dal mio punto di vista, è la trasmissione di ciò che accade anche nel mondo esterno, e qui parlo del ruolo delle lingue straniere come vero e proprio ponte tra i popoli, e vedo chi parla le lingue straniere può sempre viaggiare senza lasciare la sua terra.

Qual è la sofferenza a cui sono esposte le donne nella professione?

Credo che la sofferenza più grande sia riuscire ad arrivare ai vertici di questa professione anche quando lo merita. Inoltre, raggiungere un equilibrio tra vita professionale e quella personale è una delle sfide più difficili in alcune professioni, compresi, ovviamente, il giornalismo e la media.

Per quanto riguarda le notizie, fino a che punto troviamo la verità?

Affidarsi ai social network per seguire le notizie e accedere alle informazioni è diventata la cosa più comune tra la maggior parte delle persone oggi, ma il vero ruolo del giornalismo è filtrare queste informazioni e provare a verificare l’autenticità di queste notizie senza essere guidati o fuorviati da qualsiasi informazione, anche se ampiamente diffusa. I social network, a volte, svolgono il ruolo di prima scintilla nel sollevare alcune questioni su cui, in seguito, i media fanno luce.

Quali sono i personaggi più influenti che ha intervistato?

Ho avuto un’intervista con il colonnello Sean Ryan, portavoce della coalizione internazionale guidata da Washington contro l’ISIS in Siria e Iraq nel 2018, e ho avuto un’intervista con l’ammiraglio Fabio Agostini, comandante dell’Operazione IRINI per monitorare l’embargo sulle armi imposto alla Libia nel 2020. Ho anche intervistato il portavoce dell’Esercito nazionale libico, il generale Ahmed Al-Mismari, e l’inviato speciale italiano in Libia, l’ambasciatore Pasquale Ferrara. Di recente ho avuto un’intervista con la Segretaria di Stato britannica per gli affari africani, Gillian Keegan, durante la sua visita al Cairo.

Qual è il ruolo dei media in generale nella rinascita dei popoli e della società?

I media hanno un grande ruolo da svolgere nell’illuminare ed educare le persone e fornire informazioni in modo semplice, specialmente all’uomo della strada. La cosa più importante è far luce su questioni che preoccupano l’opinione pubblica e contribuire così a richiamare l’attenzione e cercare di trovare soluzioni.

Cosa ha imparato dalla sua esperienza di lavoro nei media italiani e cosa contraddistingue l’occidente?

Completare i compiti nei tempi specificati, con la massima professionalità e accuratezza e, soprattutto, ammettere gli errori, ascoltare di più, parlare di meno e gestire più di una pressione alla volta. Ciò che contraddistingue l’Occidente è che ascolta sempre la voce della ragione, non slogan altisonanti, perché non ha spazio per altre cose e rispetta tutte le capacità, anche quelle modeste.

Qual è il suo messaggio per chi ha ambizione?

La pazienza è la parola chiave per qualsiasi ambizione che possa trasformarsi in successo in seguito. Il percorso del giornalismo e dei media è lungo e faticoso e richiede un lungo respiro e una persona che creda nell’importanza dell’autoapprendimento e nell’accettazione delle continue critiche.

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