L’eurodeputata Tardino: “A Bruxelles la Lega ha mantenuto fede ai propri valori”

L’eurodeputata Tardino: “A Bruxelles la Lega ha mantenuto fede ai propri valori”

di Lydia Gaziano Scargiali e Diego Torre

INTERVISTA ALL’EURODEPUTATA ANNALISA TARDINO (LEGA)

La sua storia ci pare piuttosto singolare: una donna dell’estremo sud che aderisce a un partito del nord come la Lega. In Sicilia è, infatti, opinione piuttosto diffusa che la Lega non solo non possa risolvere i problemi del sud, ma che possa addirittura aggravarli. Stiamo parlando dell’eurodeputata Annalisa Tardino, di Licata.

Onorevole cosa ci può dire al riguardo della sua scelta?

“La mia scelta di aderire alla Lega, per me, donna del sud, ha una motivazione che nasce dalla costatazione del grande gap infrastrutturale, economico e sociale esistente tra il nord e il sud del Paese. Ispirandomi a Sant’Agostino, quando faceva riferimento allo sdegno e al coraggio che nascono dalla speranza, ho riflettuto sul fatto che la Sicilia non ha mai avuto un modello amministrativo come quello della Lega, un partito che è riuscito a dimostrare coi fatti di saper amministrare i territori. In questo campo, infatti, credo che occorrano ideali concreti e non ideologie fini a se stesse. Quando mi hanno chiesto di candidarmi a sindaco di Licata, nel 2018, non ho potuto non accettare avrei dovuto rinunciare al mio diritto di critica. L’impegno politico deve essere strettamente legato al sociale, deve esserne un presupposto.”

La scuola, come tutto il settore della formazione, risulta oggi molto penalizzata sotto vari aspetti. Ma, in particolare, un certo mainstream vuole condizionare la formazione dei giovani per finalità che non mettono realmente la persona al centro, come la colonizzazione gender. Ritiene che, su questo tema, il mondo della politica dovrebbe intervenire anche per evitare pericolose e irragionevoli derive ideologiche? In riferimento ai principi non negoziabili, come la salvaguardia della vita dal concepimento fino alla sua fine naturale, abbiamo notato che l’on. Zaia ha rotto quella che sembrava l’unità della Lega sulla loro difesa, promuovendo l’eutanasia. Lei che ne pensa?

“Sul tema Scuola la Lega ritiene che occorra inserire dei Piani di Studio specifici pretendendo dai Dirigenti scolastici che siano rispettati i valori cristiani, in pratica che si continui come avveniva nel passato a portare avanti i nostri valori, indottrinare i bambini e i ragazzi è eticamente scorretto e socialmente pericoloso. Sui principi non negoziabili la Lega ha una posizione ferma: la vita va difesa sempre, dal concepimento fino alla fine naturale. Su Zaia dico che è il governatore di una regione, non è il segretario del partito, pertanto come amministratore avrà avuto richieste diverse, ma quella di Salvini è la posizione ufficiale della Lega.”

Sui temi etici, quale sarà la posizione del vostro partito per le prossime elezioni Europee?

“Intanto va detto che, finora, la Lega è stata l’unica delegazione che ha votato sui temi etici a Bruxelles, correndo anche dei rischi per mantenere fede ai propri valori. Anche per quanto riguarda la legge sull’imbavagliamento della stampa, a opporci, a Bruxelles siamo stati solo noi, fra tutti i partiti compresi quelli del centrodestra.”

Matteo Salvini sta portando avanti un programma di infrastrutture per il sud, ma sta andando incontro a resistenze di vario tipo, che cosa possiamo dire per rassicurare i siciliani sulla sua validità?

“Finora in Sicilia ha prevalso una specie di oscurantismo territoriale: c’è chi sembra ancora non capire quanto siano importanti per lo sviluppo i collegamenti veloci ed efficienti. Le opere deliberate per il sud sono molte ed articolate, non c’è solo il ponte, che rappresenta comunque un collegamento fondamentale per unire i territori, ma offre anche il grande vantaggio di abbattere i tempi di percorrenza, riducendo notevolmente i tempi e i costi dei trasporti, mentre, al contrario di quel che comunemente viene affermato, favorisce gli investimenti a favore di tante altre infrastrutture (come strade, ponti, ferrovie) che ad esso sono collegate e già in programma. In quanto alle cifre sono stati stanziati complessivamente 11 miliardi per il ponte, 15 miliardi per la rete stradale, cui si aggiungono 13 miliardi per le ferrovie.”

Passando alle vicende interne regionali, recentemente abbiamo assistito a un confronto piuttosto vivace tra lei e l’assessore Luca Sammartino, del suo stesso partito. Può dirci quali ne sono state le cause e l’esito finale?

“Credo che il contraddittorio sia alla base anche della politica e che le idee diverse aiutino anche a creare un terreno di lavoro più interessante. Ognuno di noi ha il proprio ruolo e lo esercita certamente con passione. Io da europarlamentare uscente sarò ricandidata da capolista, a dimostrazione di aver fatto bene e di come il partito abbia voluto riconoscerlo.”

La Sicilia ha oggi molte sfide da affrontare, a partire dall’affermazione dei suoi diritti come territorio dotato di autonomia amministrativa – molto spesso, però, ignorato dai governi centrali –, ci può dire quali strade seguire per rendere il governo regionale più efficiente e funzionale?

“Per la Lega gli Statuti delle regioni autonome vanno rispettati ed attuati pienamente, persino in modo più completo di quanto avvenuto in passato. Il mio partito ha rappresentato in questi anni la lotta contro tutto ciò che in Europa non funziona o non tiene delle peculiarità dei territori. Ma ci sono anche piccoli benefici che possono essere colti se si è presenti a Bruxelles e se si hanno proposte. Un esempio sono i fondi strutturali, che potrebbero essere utilizzati per finanziare un piano speciale per le isole minori, come già avvenuto in Grecia per le isole dell’Egeo. Abbiamo avuto un’apertura dalla Commissione europea, dobbiamo ora attivarci come regione. Penso anche alla Pesca, settore in cui le normative europee hanno decretato nei decenni una grave crisi e la chiusura di molte zone di pesca lo testimonia. Ciò è accaduto anche sulla base di studi risalenti addirittura a 10, 15 anni fa. Ci sono i margini per migliorare i piani pluriennali e per intervenire con proposte concrete e studi attuali, come lo è stato prospettato dal Commissario Ue. Gli strumenti ci sono, bisogna usarli al meglio.”

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