La buona battaglia degli sposi cattolici

La buona battaglia degli sposi cattolici

di Umberto Spiniello e Maria Luisa Donatiello

L’AZIONE STRAORDINARIA DELL’IMMAGINAZIONE

L’immaginazione è un propulsore della volontà sia essa originata naturalmente dalla mente umana, soggetta a fantasticare su eventi e persone, o indotta da volontà esterne sotto forma di visioni, pensieri, sogni per assoggettare l’uomo all’idolatria e così Giordano Bruno, del De Vinculis in Genere, scrisse in merito “l’immagine fantastica ha la sua verità, con la conseguenza che essa reagisce realmente e realmente e potentemente resta imbrigliato chi si lascia vincolare”.

L’immaginazione infatti ha un’azione creatrice e performatrice come la parola, (Dio è Verbo Creatore!), ed è pertanto all’origine della creazione di condizioni, situazioni e dell’idolatria, così uno dice: “Sarò felice se otterrò quel lavoro, quella cosa, quella donna, quella promozione…”, sarà invece infelice anche quando l’avrà ottenuta se quel desiderio sorto in lui non sarà ordinato al suo vero bene.

Il bene è il progetto di Dio per ogni persona umana e la libertà dell’uomo è la capacità di scegliere per il bene, così accade che se vengono rifiutati il progetto e i Comandamenti, ovvero quella moglie, quel marito, quei figli, quei genitori, quella condizione, ci si ingannerà e si sperimenterà inevitabilmente l’abisso dell’infelicità. 

Guai all’uomo e alla donna dai quali il dono del libero arbitrio è mal speso per una immaginazione e una volontà non ordinate al bene!

L’immaginazione può essere usata pertanto anche a nostro svantaggio se ci proietta al di fuori della nostra realtà e del sentiero che Dio traccia per noi. È necessario infatti che sia relegata a ciò che concretamente e legittimamente ci appartiene. Se un marito non è felice nella relazione con la propria moglie sarà tentato di guardarsi all’esterno, di fantasticare su un’altra donna (che però non è la sua e che non fa parte legittimamente della sua vita) con il rischio di incorre in adulterio e allo stesso modo potrebbe essere tentata la moglie. Non sarebbe più fruttuoso iniziare a fantasticare sulla propria donna o sul proprio uomo cercando di favorire così il concretizzarsi degli eventi e delle condizioni immaginate? Legare a sé con il dono dell’amore totale e crocifisso colei che è già tua e con amore devoto e sottomesso colui che è già tuo? Questo è possibile perché la volontà può molto, quando non può tutto e a completare l’opera ci pensa lo Spirito Santo, infatti non solo per volontà umana si può restare nel progetto di Dio, ma anche sostenuti dalla grazia dei sacramenti donati da Lui che scruta i cuori. Non per sola nostra forza quindi possiamo giungere alla salvezza eterna, ma per nostra scelta sì!

Questa è la battaglia a cui sono chiamati oggi tutti gli sposi cristiani e la Chiesa terrena detta militante perché impegnata quotidianamente nella “buona battaglia” e nel discernimento continuo tra bene e male. Mentre la Chiesa trionfante del Cielo vive una condizione irreversibile di salvezza (ne fanno parte angeli, santi, martiri e tutti i salvati) quella militante è chiamata a operare scelte conformi alla legge di Dio e al bene fino alla morte fisica, a non mostrarsi vile e fuggiasca, ma a contrastare il male volontariamente, e con tutte le potenzialità esprimibili, quando il progetto di Dio sull’uomo viene minacciato. 

Immaginiamo dunque di pregustare le gioie del Paradiso già su questa terra e le pregusteremo, questa è una promessa perché sta scritto “il regno dei cieli è vicino” (Mt 4,17)  e come poetizzò, in un giorno non molto lontano, uno sposo alla sua giovane sposa “il sogno di nostra vita è già reale” perché l’azione dell’immaginazione è straordinaria e in grado di produrre effetti tangibili sul piano reale. È conveniente pertanto riflettere sulle potenzialità dell’immaginazione, un’arma che può rivelarsi vincente nel direzionare le scelte e a vantaggio di chi ne fa buon uso.

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Immaginare equivale ad ambire e proiettare le proprie ambizioni nel bene e nella verità significa rispondere alla vocazione universale di Dio che, in ultima istanza, e’ la santificazione. Quindi …immaginiamoci tutti santi!!!