Conosciamo Sant’Ubaldo

di Mariella Lentini*

TRA I SANTI E I BEATI CHE SI FESTEGGIANO OGGI (Santi Abda e EbediesoBeato Adamo degli AdamiBeato Adamo di Fermo, Sant’Alipio, Sant’Andrea Bobola, San Brendano di Cluain Ferta, San CarantocoSanti Felice e Gennadio, San Fidolo, Santi Fiorenzo e DioclezianoSan Forte di BordeauxSan GenzioSan Germerio di TolosaBeato Ludovico della PietàSan Mac Laisre di BangorSanta MassimaBeato Michele (Michal) Wozniak, Sant’Onorato di AmiensSan Pellegrino d’Auxerre, San Possidio, San Possidonio (Possidio), Santi Quarantaquattro monaci, Beati Sei Martiri Cistercensi di Casamari, San Simone StockBeato Vitale Vladimiro BajrakBeato Vladimir GhikaSan Vukasin di Klepci, Beato Zosimo Maria Brambat ) RICORDIAMO UN SANTO UMBRO

 

Ubaldo nasce nel 1084 circa a Gubbio (Perugia), una delle città-Stato più potenti dell’Umbria. La sua famiglia (i Baldassini) è aristocratica. Rimasto orfano, invece di sposarsi rinuncia alle sue ricchezze e sceglie il sacerdozio. Canonico della Cattedrale di Gubbio, dopo un rovinoso incendio che la distrugge, la fa ricostruire. Per le sue grandi qualità è amato da tutti i cittadini di Perugia che lo vorrebbero come loro vescovo. Incarico a cui Ubaldo per umiltà rinuncia, nonostante sia lo stesso papa Onorio II a chiederlo. È costretto, però, ad ubbidire al papa quando viene nominato vescovo di Gubbio.

Come vescovo si contraddistingue per la sua modestia poiché evita cerimonie e paramenti costosi. Sempre dalla parte dei più deboli, il futuro santo umbro porta la pace tra le fazioni cittadine dilaniate da feroci faide. In un’occasione non esita a buttarsi in mezzo a una rissa furibonda, mettendo a repentaglio la propria vita. Lo ritrovano riverso a terra, tramortito. I cittadini di Gubbio temono per la vita del loro amato vescovo e, quando Ubaldo rinviene senza un graffio, gli animi si placano.

Nel 1155 affronta, con coraggio, l’imperatore Federico Barbarossa che ha già raso al suolo Spoleto e avanza minaccioso verso Gubbio. Ubaldo gli parla e lo convince a risparmiare la città. Tra i tanti miracoli compiuti c’è la guarigione di una bimba sordomuta e di un cieco. Muore a Gubbio nel 1160 lasciando tutti i suoi averi ai poveri. Riposa nella basilica a lui intitolata, sulla cima del Monte Ingino (Gubbio), da cui si può ammirare una suggestiva panoramica della città umbra e della valle che la circonda.

A Gubbio, di cui è patrono, ogni anno, a maggio, si svolge la famosissima “corsa dei ceri” (tre enormi strutture di legno portate a spalla). Si narra che alla morte di Ubaldo un suo fedele servitore abbia preso il suo bastone e il suo anello poiché gli erano stati promessi. All’anello, però, rimane attaccato il dito pollice del vescovo. Il servitore nasconde l’anello con il dito nel bastone e si dirige verso il suo Paese, in Alsazia (Francia). Un giorno, si ritrova in un bosco dove si addormenta. Al suo risveglio, il bastone con l’anello che ha piantato per terra non si sfila più, come se avesse messo le radici. In quel luogo viene costruita la maestosa Cattedrale gotica Saint Thiébaut e tutto intorno nasce la fiorente città di Thann, rinomata per i suoi vigneti.

 

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