La pienezza della sua gioia

La pienezza della sua gioia

di Don Ruggero Gorletti

GIOVEDÌ DELLA SETTIMA SETTIMANA DI PASQUA


Dal vangelo secondo Giovanni 17,20-26

In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:] «Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me. Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».

COMMENTO

«Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola». Gesù, durante l’ultima cena, ha pregato anche per noi. Noi siamo quelli che hanno creduto attraverso la parola degli apostoli. La nostra fede nasce da lì: dalla ininterrotta tradizione che risale agli apostoli. È questa la garanzia che ciò in cui crediamo è vero. Che la nostra fede non è fantasia di uomini, ma è rivelazione di Dio. «Io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro». Come già abbiamo detto la conoscenza di Dio permette di amarlo, e l’amore per Dio ci permette di conoscerlo, perché non si può amare Dio se non lo si conosce, né lo si può conoscere davvero (per quanto è possibile in questa nostra esistenza terrena) se non lo si ama. Il Signore prega per noi, perché noi crediamo. Crediamo. Cioè conosciamo ed amiamo Dio. Lo sforzo di conoscerlo, approfondendo le scritture e la dottrina cristiana, secondo lo stato, la cultura e le possibilità di ciascuno, deve andare di pari passo con l’amore per Lui, cercando di fare la sua volontà. L’una operazione senza l’altra non ci permette di vivere la pienezza della fede e di avere la pienezza della sua gioia.

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