Si parla di “emergenza-acqua” ma la Sicilia galleggia sull’acqua

di Don Antonio Nuara

ABBIAMO AVUTO POLITICI DI TUTTO L’ARCO COSTITUZIONALE CHE HANNO PRESO SEMPRE IN GIRO UN POPOLO

Abbiamo avuto politici di tutto l’arco costituzionale che hanno preso sempre in giro un popolo. Hanno foraggiato se stessi e i loro amici, ambedue inconcludenti e un popolo di pecoroni che li ha seguiti. Quanti latrocini e quanta indifferenza. Politici corrotti e, molto spesso, collusi con la malavita che in Sicilia ha un nome ben preciso: mafia.

Parlo del territorio agrigentino: quante risorse sprecate, quante potenzialità ignorate e quante opere che, realizzate, avrebbero resa questa zona felice. C’è tutto per esserlo, ma la politica, la mala amministrazione e il malaffare le danno gli ultimi posti nelle graduatorie virtuose e i primi in quelle negative. Si parla di “emergenza-acqua”, ma la Sicilia galleggia sull’acqua.

Nel riberese abbiamo il lusso di gettare annualmente a mare dagli 80 ai 120 milioni di metri cubi d’acqua. Se gli invasi decantati in tutte le campagne elettorali, si fossero realizzati, oggi avremmo la possibilità di una riserva di almeno 80 milioni di mc di acqua. I consorzi, i postifici dei vari politici, ora non hanno i mezzi, ma, quando li avevano se ne sono fregati di fare manutenzione in una rete che oggi si presenta come un colabrodo.

È assurdo pensare che almeno il 40% dell’acqua potabile e irrigua si disperda per le tubature obsolete. Però la politica agrigentina, a titolo di esempio, è capace di costruire a Siculiana una sopraelevata senza senso, lasciata incompleta, quasi un trampolino di lancio per arrivare e decollare in centro. Le incompiute e le opere inutili costellano quasi tutto il territorio siciliano.

A Ribera abbiamo il cosiddetto “teatro” con una progettazione insignificante che, pur rimanendo incompleto, divenuto un mangia miliardi inutili. Mentre vi sono due cineteatri e una arena chiusi. C’è anche il tanto decantato “Ospizio”, il lager degli anziani, in stato di abbandono, in possesso di spacciatori che 24/24h trafficano ogni tipo di droga.

Per il comprensorio di Ribera è arrivata nei giorni scorsi la mazzata: dalla diga Castello nessuna goccia d’acqua per uso irriguo. Da 3 mesi si chiede alle autorità competenti (il Prefetto) di sospendere l’uso dell’acqua del Gammauta alla Società Enel, per uso industriale e, aprendo la saracinesca, farla defluire, per caduta, nella diga Castello e così assicurare una o due irrigazioni. Niente di niente.

L’Enel fa i suoi interessi: usa l’acqua, produce energia che vende, e l’acqua la getta nel fiume Verdura che, a sua volta, la porta al mare. Le piante non possono aspettare, hanno un loro ciclo biologico che non fa politica e non è soggetto agli umori dei suoi attori. Sì, proprio attori, perchè ci troviamo, impotenti, ad assistere a una tragicommedia.

E quando il danno è fatto, c’è solo il fallimento e la frustrazione: quella dei nostri agricoltori. Ecco come si agisce altrove. Siccità, coi nuovi pozzi 200 litri al secondo in più d’acqua: “A Prizzi entreranno in funzione nel giro di 10 giorni”. Ma non serviranno la nostra zona. E dire che un pozzo sarà scavato nel territorio di Caltabellotta.

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