Quel pessimo atteggiamento di tanti

Quel pessimo atteggiamento di tanti

di Don Ruggero Gorletti

DECIMA DOMENICA PER ANNUM – ANNO B 

Marco 3,20-35

Entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé». Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Ma egli li chiamò e  con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro». Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

COMMENTO

Il brano di Vangelo di oggi ci mostra Gesù e i suoi discepoli talmente impegnati nella loro attività al punto da non riuscire neppure a mangiare. L’attività di Gesù, sappiamo, è molteplice: guarisce dalle malattie, scaccia i demoni, annuncia il regno di Dio. Ad ascoltarlo ci sono diverse categorie di persone: le persone semplici, che perlopiù lo ascoltano volentieri, con interesse, con serietà, e le persone che invece si oppongono al suo insegnamento, e vedono con sospetto i miracoli che Egli compie: gli scribi e i farisei da una parte e i suoi parenti dall’altra.

È un brano che dice diverse cose, ma sembra comunque possibile ricavarne un messaggio unitario: davanti al messaggio di salvezza che Gesù ci trasmette, con parole ed opere, è possibile reagire in modo diverso. È possibile accogliere il suo messaggio, e far sì che la parola del Signore interroghi la nostra vita, ci faccia vedere quello che nella nostra vita non va bene, e ci permetta di chiedere perdono e di cambiare, Così si viene messi in condizione di ricevere i doni di salvezza che il Signore vuole darci. Oppure si può respingere il messaggio di salvezza di Gesù. E ci sono diversi modi per farlo. Anzitutto c’è il modo dei suoi parenti. È bene qui precisare che la lingua aramaica (quella che parlava Gesù) è una lingua molto povera di vocaboli. Il temine «fratello» (e nella Bibbia vi sono tanti esempi) è da intendersi  più in generale «parente». La Chiesa cattolica (come anche le chiese ortodosse) hanno sempre escluso che si trattasse di altri figli della Vergine Maria, che sappiamo essere rimasta vergine sia prima che dopo il parto. Fatta questa doverosa precisazione torniamo al nostro brano. I suoi parenti dicevano «è fuori di sè», forse non proprio matto, ma senz’altro un po’ esaltato. È l’atteggiamento di tanti, che considerano il proprio buon senso, il proprio modo di vedere le cose la fonte prima e unica della verità, e che non accettano di lasciarsi interrogare da niente, neppure dalla parola di Dio e dai suoi miracoli. È un atteggiamento molto diffuso anche oggi, anche tra i cristiani praticanti: questo è quello che penso io, e se Dio, attraverso la parola di Dio l’insegnamento autentico della Chiesa, l’evidenza stessa delle cose tenta di mostrarmi qualcosa di diverso dal mio pensiero, peggio per Lui!

C’è poi un atteggiamento di rifiuto più sofisticato, ma altrettanto efficace nel vanificare gli effetti dell’amore di Dio sulla nostra vita: dare un’interpretazione sbagliata all’agire di Gesù, stravolgere i fatti. Gesù scaccia i demoni, libera le persone possedute dal diavolo? Non è opera di Dio, ma del diavolo, stesso, che scaccia sé stesso! È evidente l’assurdità di questa affermazione, ma sappiamo bene come una cosa falsa, assurda, quando viene ripetuta tante volte viene presa per vera. Questo succede spesso anche oggi. La mentalità corrente del nostro mondo, amplificata dai mezzi di comunicazione, insegna cose contrarie alla parola di Dio e all’insegnamento costante della Chiesa, a volte sostiene delle vere e proprie assurdità contrarie sia alla ragione che all’evidenza, ma a furia di sentirle ripetere vengono prese sul serio anche da chi si dice credente.

È questo il peccato contro lo Spirito Santo, di cui Gesù parla nel brano, chiamandolo «bestemmia». Questo peccato non è una brutta parola detta contro lo Spirito Santo, ma è il mettersi fuori volontariamente dalla possibilità di essere raggiunti dall’azione di salvezza del Signore. La dottrina della Chiesa li ha catalogati in sei atteggiamenti: disperazione della salvezza, chi crede seriamente che non potrà mai salvarsi, presunzione di salvarsi senza merito, chi ritiene che si salverà comunque senza fare nulla di buono agli occhi di Dio o vivendo abitualmente nel peccato, impugnare la verità conosciuta, chi avendo ricevuto la grazia della fede cristiana ne mette in dubbio la verità, invidia della grazia altrui, ostinazione nei peccati, chi non cerca seriamente di impegnarsi a cambiare le proprie cattive abitudini, impenitenza finale, propria di chi rifiuta, fino all’ultimo istante della propria vita, di accogliere l’amore misericordioso di Dio. Come si vede non si tratta di peccati veri e propri, ma degli atteggiamenti di chi si mette volontariamente fuori dall’amore misericordioso di Dio. Nessun peccato è tanto grande agli occhi di Dio da non poter essere perdonato, quando una persona capisce di avere sbagliato, si impegna seriamente a cambiare e chiede perdono. Ma Dio, che ci ama tantissimo, non obbliga nessuno a ricambiare il suo amore. Ha tanto rispetto per noi che preferisce perderci che costringerci ad accettare in suo amore.

Questo brano ci invita a prendere sul serio l’insegnamento di Dio, e a farlo diventare pratica di vita. Fare la volontà di Dio significa legarsi a Lui con un vincolo strettissimo, fino a diventare «fratello, sorella e madre». Prendiamo esempio dalla madre di Gesù: Ella ha potuto concepire Dio nel suo grembo perché prima ha accolto la parola di Dio nel suo cuore e ha accettato di fare la sua volontà. Sforziamoci di fare la volontà di Dio, e saremo legati con un vincolo strettissimo a Colui che vuole darci la pace e la gioia.

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