Il cardinale Béchara Boutros Raï, un esempio della Chiesa che soffre e lotta accanto al popolo


Di Emanuela Maccarrone

“Un anno dopo l’inizio delle manifestazioni di protesta siamo rattristati dal vedere che nulla è cambiato, neanche di fronte alle esplosioni a Beirut, alla pandemia, alla povertà ed alla morte di persone innocenti”.

Amarezza e sgomento racchiudono le parole pronunciate durante l’omelia domenicale dal cardinale Béchara Boutros Raï, Patriarca di Antiochia dei maroniti, riferite al disordine sociale e politico che sta attraversando il Libano.

Una serie di fatti spiacevoli hanno colpito questo territorio: dall’esplosione avvenuta ad agosto presso il porto di Beirut alle pesanti conseguenze causate dalla pandemia.

Questo disordine ha spinto la popolazione ha manifestare più volte nelle piazze per un intervento concreto da parte del Governo contro la crisi che colpisce più settori. “ il Paese è in uno stato di paralisi totale aggravato dall’emergenza sanitaria da coronavirus” ha precisato il cardinale a Vatican News.

Dinanzi alla pressione del popolo, il prelato Béchara non ha taciuto ma ha incoraggiato il popolo ha manifestare per un cambiamento concreto: “Vogliamo una leadership unita che rappresenti davvero il popolo e che sia interlocutrice dello Stato e della comunità internazionale”  sollecitando uomini, donne e giovani a lottare in questo senso: “ Giovani uomini e donne del Paese voi siete il futuro della nazione. E noi siamo con voi”.

L’intervento del cardinale è l’esempio di una Chiesa che soffre e lotta accanto all’umanità sofferente. Come insegna il Catechismo della Chiesa cattolica: “ E’ proprio della missione della Chiesa dare il suo giudizio morale anche su cose che riguardano l’ordine politico, quando ciò sia richiesto dai diritti fondamentali della persona e dalla salvezza delle anime”.

 


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