Il cardinale Sandri chiede la fine della guerra tra Azerbaijan e Armenia


Di Angelica La Rosa

In occasione dell’inaugurazione del nuovo anno accademico del Pontificio Istituto Orientale, il cardinale Leonardo Sandri, Gran Cancelliere dell’Istituto, ha chiesto la pace in Medio Oriente e soprattutto nel Caucaso, dove si è riaccesa la guerra tra Armenia e Azerbaijan.

“Rivolgiamo e rinnoviamo ancora una volta un appello per la pace e la riconciliazione, con una menzione speciale a quella parte del Caucaso dove popoli amici come l’Armenia e l’Azerbaigian hanno preso le armi per riaccendere un conflitto di interessi non privato e il sostegno delle diverse potenze”.

Il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha sottolineato facendo riferimento alla pandemia da Covid-19, che “ci sono modi diversi di affrontare sfide e difficoltà dal punto di vista umano e per il cristiano, per il credente, ancora di più. Per chi studia e fa teologia, non si tratta semplicemente di fermarsi nello scorrere del tempo, nel Kronos, ma di cogliere un’opportunità in ogni situazione, cioè essere attenti al kairos di Dio: ciò che Dio vuole comunicare alle persone in ogni momento della storia”.

Il Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali ha poi ricordato che quest’anno si celebra il centenario della proclamazione di Sant’Efrem a Dottore della Chiesa Universale su richiesta di Benedetto XV, con l’Enciclica Principi Apostolorum Petro del 5 ottobre 1920, e ha annunciato che gli eventi organizzati dal Pontificio Istituto Orientale, in collaborazione con il Patriarcato di Antiochia dei Siriani, sono stati rinviati all’ottobre del prossimo anno.

Il cardinale Sandri ha aggiunto che con questa enciclica Benedetto XV ha voluto dare “consolazione e indicare un faro di speranza” ai “popoli orientali” e alle chiese che dopo la prima guerra mondiale hanno assistito alla spartizione del Vicino e Medio Oriente e “i cui echi hanno conseguenze anche oggi.

“In molti casi sembra che il mondo non abbia imparato la lezione”, ha detto il cardinale, “sebbene la pandemia abbia interrotto o almeno limitato alcuni fenomeni bellici, tuttavia la guerra rimane una triste realtà e un triste dramma in molti parti del mondo e in particolare in Oriente”.


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