L’attrice Ellen Page si è dichiarata transgender e i media la adulano


Di Matteo Orlando

“La cosa più deprimente dell’annuncio dell’attrice Ellen Page, che si è dichiarata transgender, è il modo in cui i media la adulano”, ha dichiarato la dottoressa Jennifer Roback Morse, Ph.D., fondatrice e presidente del Ruth Institute statunitense.

“Dopo l’annuncio della Page, che ora si sente un uomo e si fa chiamare ‘Elliot’, i media sono stati scrupolosi nel cambiare i pronomi femminili in pronomi maschili. Page ha un problema e invece di cercare di aiutarla la ‘cultura’ è ansiosa di accoglierla”, ha osservato la Morse.

Nei giorni scorsi l’attrice di ‘X-Men’ ha annunciato di sentirsi “finalmente abbastanza libera di amare chi sono, per perseguire il mio io autentico”. Ma in che cosa risiede questa autenticità?, si è domandata la Morse. “La Page è nata donna e rimarrà donna fino al giorno in cui morirà, indipendentemente da come sceglie di chiamarsi o di cosa farà con il suo corpo. Le persone nascono uomini o donne, non gay o transgender o una delle miriadi di generi creati dagli attivisti”, ha detto la Morse. “La realtà non può essere alterata cambiando i pronomi. Andare d’accordo con una fantasia non è utile o curativo, anzi, al contrario. La Page ha alcune nozioni che sono, francamente, opposte alla realtà. Chissà quale trauma l’ha portata ad abbracciare questa illusione che l’ha portata a farsi chiamare Elliott. Consentirle di farlo le impedisce solo di ottenere l’aiuto di cui ha bisogno”.

Secondo la fondatrice e presidente del Ruth Institute statunitense viviamo una riedizione dei “vestiti nuovi dell’Imperatore con un tocco gender. È anche l’ultima pietra miliare della rivoluzione sessuale, iniziata con la bugia che si può fare sesso senza conseguenze. Poi il tutto si è evoluto nella menzogna che si può cambiare il genere con una semplice dichiarazione. E, adesso, coloro che si rifiutano di andare d’accordo con la fantasia sono odiosi bigotti che rovinano la vita di coloro che vogliono ciò che non potranno mai avere”.

 


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