“Non lasceremo indietro nessuno”, disse l’Avvocato del popolo. Il Recovery Plan dice il contrario!


È NECESSARIO DARE AUTONOMIA REALE ALLA SCUOLA STATALE E LIBERTÀ ALLA SCUOLA PARITARIA, MEDIANTE L’INTRODUZIONE DI NUOVE LINEE DI FINANZIAMENTO CHE IMPIEGHINO MEGLIO I SOLDI DEI CONTRIBUENTI PER LA FORMAZIONE DI UN ALLIEVO (5.500 EURO COSTA UN ALLIEVO, NON 8.500 EURO COME ATTUALMENTE AVVIENE).

Di Suor Anna Monia Alfieri

Continuo a pensare che il Covid abbia sfidato il nostro modo di pensarci come cittadini al servizio della Res-Publica.

La pandemia ci ha fatto riscoprire soggetti responsabili e ci ha proiettato in un’altra dimensione, quella della responsabilità collettiva.

Solamente grazie a questa nuova dimensione il Paese può ripartire, con sussidiarietà, solidarietà, libertà e responsabilità.

La scuola, in questa nuova fase, deve svolgere un ruolo fondamentale: luogo della comunità per antonomasia, capace di divenire motore per il Paese. Questa dimensione è ben spiegata in tre interviste a cui rimando (vedi qui, qui e qui).

Ricordo che sono in corso i lavori in merito al Recovery Plan, un documento fondamentale per la ripartenza; in esso vengono tracciate quelle premesse che il dott. Draghi, più di un anno fa, aveva definito come essenziali per impedire una perdita di capitale umano senza precedenti.

“Non lasceremo indietro nessuno”, disse l’Avvocato del popolo: uno slogan ripetuto in tutte le sedi. Dobbiamo prendere dolorosamente atto che nel Recovery Plan, ad oggi, non una parola viene esplicitata in merito all’unica azione da compiere: dare autonomia reale alla scuola statale e libertà alla scuola paritaria, mediante l’introduzione di nuove linee di finanziamento che impieghino meglio i soldi dei contribuenti per la formazione di un allievo (5.500 euro costa un allievo, non 8.500 euro come attualmente avviene).

Insomma, visto che non ci sono ostacoli di natura giuridica ed economica, considerato che è un’operazione necessaria e che in Europa ormai è realtà da decenni quello che in Italia rimane sulla carta, quale forza superiore spinge il Paese Italia a persistere in una situazione discriminatoria che è causa della perdita di intere generazioni, condannando il paese ad una spaccatura che aggrava il divario fra Nord e Sud e fra classi sociali? Il tutto spendendo di più e peggio! La ragione si perde! Si isti et illae, cur non nos?

Ognuno di noi deve fare la propria parte. Confidiamo che, nel corso dei lavori in Commissione, si ottenga il coinvolgimento delle 40mila scuole statali e delle 12mila scuole paritarie: i due rami del Sistema Nazionale dell’Istruzione servono entrambi agli studenti, per far ripartire il Paese di tutti e per tutti!

Siamo tutti consapevoli che la scuola in Italia non ha chiuso a causa del Covid e non ripartirà per tutti, grazie alla buona stagione e al vaccino.  Senza una riforma strutturale del Sistema Scuola il DIRITTO ALL’ISTRUZIONE è destinato a divenire sempre più un privilegio: poveri e disabili rimarranno inesorabilmente indietro. La classe politica deve adesso agire per priorità: e la priorità è la scuola.

L’uomo è proteso “per natura” alla conoscenza, parola di Aristotele.

La scuola è il luogo ontologicamente deputato a soddisfare questo desiderio. E la conoscenza non è sterile, chiusa in se stessa: da essa la società trae beneficio in tutti i suoi settori, contribuendo al cambiamento.

Homo naturaliter politicus, id est socialis. Parola di San Tommaso d’Aquino che abbiamo festeggiato nei giorni scorsi. C’è da crederci!

 


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