Il “Deep State” vuole togliere all’uomo bianco eterosessuale la libertà di accogliere la Grazia


La “cultura post-Covid” è all’insegna dell’odio verso il maschio, bianco, eterosessuale

Di Matteo Castagna

La psichiatra Aruna Khilanani ha detto ai suoi studenti dell’Università di Yale: “avevo fantasie di scaricare un revolver nella testa di qualsiasi persona bianca che si fosse messa sulla mia strada, seppellendo il loro corpo e asciugandomi le mani insanguinate mentre mi allontanavo relativamente innocente con un rimbalzo nel mio passo. Come se avessi fatto al mondo un fottuto favore”.

Alcuni studenti di un liceo di Nantes, apparentemente ben indottrinati da insegnanti “gender free”, si sono presentati a scuola indossando le sottane, come forma di protesta nei confronti della discriminazione verso le donne. Chissà, nel vederli conciati così, quante ragazze avranno rimpianto la virilità e la galanteria vintage…

I due fatti di cronaca hanno un denominatore comune: la cultura post-Covid, all’insegna dell’odio verso il maschio di razza bianca. In nome della società fluida: multietnica e arcobaleno.

L’uomo bianco rappresenta la tradizione, lo stereotipo del cattivo che ha imposto una civiltà ordinata secondo la legge naturale e divina.

La post-modernità confonde la libertà col caos, chiama diritti i desideri, non ha più etica perché nel relativismo ciascuno fa suo il mito della trasgressione, i sessi si definiscono generi che si possono scegliere, la patria è il mondo intero, il consumismo più sfrenato è la moda. Quindi, il gusto dell’orrido, il disprezzo di ciò che è classico, l’insulto alla religione, accusata d’essere pietra angolare, quindi di discriminare tra bene e male è una consuetudine che qualcuno vorrebbe persino legalizzare.

Stiamo viaggiando oltre il decadentismo, giungendo all’assurdo, spacciandolo per normalità. E chi non ama questa forma di anarchia è la prima vittima da sacrificare, con l’odio sprezzante, che è tipico del saccente ed ipocrita, vigliacco Antifà: chi vorrebbe sparare in testa all’uomo della tradizione, chi lo vorrebbe girare in minigonna e tacchi a spillo.

Robe da matti? Storie di ordinaria follia? No, rieducazione in stile stalinista al nuovo ordine mondiale. E chi non ha gli anticorpi per sopportare questa barbarie? Eh, viene sottoposto a T.S.O., perché non ha più il diritto di credere in Dio, difendere la sua Patria e amare la sua Famiglia.

S. Tommaso d’Aquino spiega che l’uomo non sarebbe pienamente uomo se non mirasse a qualcosa che sta al di sopra di se stesso.

La ragione umana può dimostrare che Dio esiste risalendo quindi a Dio dalla realtà, ma l’uomo non può arrivare al suo destino se non attraverso la sua libertà.

La libertà è la capacità che l’uomo ha di essere arbitro, cioè padrone delle proprie azioni, scegliendo di fare una cosa piuttosto che un’altra. Se l’uomo fosse portato al suo destino senza libertà, non potrebbe essere felice, non sarebbe il suo destino. E’ attraverso la sua libertà che egli costruisce il suo destino. Esso è frutto della libertà, che, dunque, ha a che fare non solo con l’essere protesi a Dio come coerenza di vita, ma anche con la scoperta di Dio.

Riconoscere Dio non è un problema né di scienza né di sensibilità estetica o filosofica, ma è un problema di libertà, che certuni che si proclamano pluralisti e democratici vorrebbero togliere ai cattolici affinché la Chiesa adeguasse la dottrina ai loro vizi.

La grazia divina dona virtù che portano l’uomo ad una felicità soprannaturale, che è possibile trovare solo nell’Aldilà. La grazia divina è dunque indispensabile perché l’uomo voglia il bene e raggiunga la felicità eterna, ma è una grazia che l’uomo vuole liberamente e che quindi “non ha luogo senza un movimento del libero arbitrio”.

Il movimento decadentista post-moderno del “Deep State” vuole togliere all’uomo bianco eterosessuale la libertà di accogliere la grazia perché deve fargli pagare duemila anni di civiltà e ordine.

Lo vuole fare con la repressione, attraverso leggi liberticide di una violenza inaudita, che, per alcuni, è già sfociata in aperta persecuzione. Ecco perché c’è da preoccuparsi per il nostro futuro ed è miope, se non addirittura inutile, continuare compulsivamente con certi sermoni, alle volte pieni di fregnacce, sui vaccini.

G. K. Chesterton diceva che l’errore della filosofia della volontà (che sta dietro al decadentismo post-moderno, n.d.r.) è che ha fatto di essa un fine, quando essa è unicamente ed essenzialmente un mezzo. Esaltare la volontà in se stessa è assurdo perché la libertà non esiste che in vista di uno scopo; una libertà senza scopo, che rifiuti di determinarsi in una scelta precisa, è paralizzata, non è neanche più realmente libertà. Gli abitanti della post-modernità sono meno liberi proprio per questo: “Per la mente moderna è molto difficile afferrare l’idea di un fine, di uno scopo” (GKC, Autobiografia, pag. 241) a causa del prevalere di tutte le idee che puzzano di zolfo.

 


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