Il segreto di Fatima all’origine della memoria liturgica del Cuore Immacolato di Maria


IL DESIDERIO DI DIO

Di Enzo Vitale

Il sabato seguente alla Solennità del Sacro Cuore, la Chiesa fa memoria del Cuore Immacolato di Maria.

Anche nel caso del Cuore Immacolato, come per il Sacro Cuore, troviamo diversi riferimenti biblici. Scorrendo le pagine dei Vangeli ci rendiamo conto di come si parli del Cuore della Vergine come di un “posto” in cui si trovano racchiusi tutti i misteri di Dio. San Luca (2,19), infatti, scrive: «Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore».

Anche la devozione al Cuore Immacolato di Maria, come quella al Sacro Cuore, non è d’epoca recente. Alcuni riferiscono che sin dall’antichità fosse oggetto di un’attenzione particolare ma, sarà solo tra il XVII e il XVIII secolo che avremo la vera grande diffusione della devozione a quelli che spesso erano onorati assieme: i Sacri Cuori di Gesù e di Maria.

Mentre, però, il Cuore di Cristo ha un fondamento diretto da un punto di vista biblico (emblematica la scena del Calvario), il Cuore Immacolato, nonostante sia ricordato nel Vangelo alcune volte (oltre all’episodio dei Pastori ricordiamo il colloquio con il vecchio Simeone in Lc 2,35 dove di parla di “anima” – cuore – e il ritrovamento di Gesù nel Tempio in Lc 2,51), di fatto, è stato favorito soprattutto da alcune rivelazioni private. Di tali rivelazioni ricordiamo in particolare quelle di Fatima, dove il Cuore Immacolato ha un ruolo centrale.

A Fatima, la Vergine Maria, mostrando il Suo Cuore Immacolato ai tre Pastorelli rivelò il desiderio di Dio di diffondere nel mondo la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. Non a caso, l’allora cardinal Ratzinger, nella presentazione al testo “Il messaggio di Fatima” con cui si pubblicava il testo integrale del segreto, scrisse che «Fatima è senza dubbio la più profetica delle apparizioni moderne» oltre che affermare come «il messaggio di Fatima, con l’accorato appello alla conversione e alla penitenza, sospinge in realtà al cuore del Vangelo».

È utile anche precisare come si senta spesso parlare dei “tre segreti di Fatima” mentre, in realtà, è un solo segreto diviso in tre parti.

Suor Lucia, nelle sue Memorie, raccontando quanto accadde il 13 giugno del 1917, chiedendo alla Bianca Signora «Resterò qui da sola?» perché le era stato rivelato che presto i due cuginetti sarebbero stati portati in Cielo, si sentì rispondere: «No, figlia. E tu ne soffri molto? Non ti scoraggiare. Io non ti lascerò mai. Il Mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e il cammino che ti condurrà fino a Dio». E suor Lucia aggiunse: «Fu nel pronunciare queste ultime parole, che aprì le mani e ci comunicò, per la seconda volta, il riflesso di quella luce immensa, nella quale ci vedevamo come immersi in Dio. Giacinta e Francesco sembravano stare in quella parte di luce che si alzava verso il Cielo, io in quella che si diffondeva sulla terra. Davanti alla palma della mano destra della Madonna, c’era un cuore coronato di spine che vi sembravano confitte. Capimmo che era il Cuore Immacolato di Maria, oltraggiato dai peccati dell’umanità, che voleva riparazione.

Invece, nell’apparizione del 13 luglio 1917, dopo la terrificante visione dell’inferno, la Vergine disse: «Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se faranno quel che io vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire. Ma, se non smetteranno di offendere Dio, nel pontificato di Pio Xl, ne comincerà un’altra peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta (si tratta dell’aurora Boreale, nella notte del 25 gennaio 1938, che fu un fenomeno straordinario e che Lucia considerò sempre come il segno promesso dal Cielo: nota nel testo), sappiate che è il grande segno che Dio vi dà, che punirà il mondo per i suoi delitti, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato, e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se ascolteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e ci sarà pace. Se no, diffonderà i suoi errori nel mondo, suscitando guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo qualche tempo di pace. In Portogallo, si conserverà sempre il dogma della Fede; ecc… Questo non ditelo a nessuno. A Francesco, sì, potete dirlo».

Da precisare che, quando la Vergine dice “A Francesco, sì, potete dirlo” era perché, il piccolo Pastorello, a differenza di Lucia e Giacinta, vedeva la Vergine, ma non sentiva le parole da Lei pronunciate.

Qualche considerazione in conclusione a queste note, pur non avendo la pretesa di esaustività, ma solo l’intento di mostrare il ruolo centrale di quella che, ad un’analisi affrettata, potrebbe apparire come una devozione fra le tante.

Innanzitutto, se leggiamo seriamente il testo delle apparizioni nelle Memorie di Suor Lucia ci rendiamo conto di come il termine “cuore” non abbia nessun rimando ad atteggiamenti di tipo intimistico. Il cuore è centro dell’azione, della vita, delle scelte della persona, punto di partenza per ogni seria conversione. Se non c’è cambiamento del cuore – e chi ci prova sa quanto sia difficile! – non c’è neanche un serio cammino di fede: ci vuole preghiera e penitenza.

Sappiamo poi che la Consacrazione del mondo richiesta nell’apparizione di luglio sia stata fatta da Pio XII (non tutti sono concordi che sia stata “come” richiesta dalla Vergine. Sarebbe troppo lungo disquisire in merito in questo contesto). Certo è che ancora oggi, abbiamo bisogno di affidarci, consacrarci, al Cuore Immacolato di Maria. Se poi ci soffermiamo a pensare che è Dio stesso a desiderarlo, un desiderio di Dio quindi, abbiamo molto da pensare.

Inoltre, c’è un chiaro riferimento agli errori (l’ideologia comunista) che la Russia avrebbe sparso per il mondo e a come la pace sia frutto della preghiera e consacrazione al Cuore Immacolato di Maria: elementi questi che ci permettono di capire come la fede non sia qualcosa di estraneo alla vita sociale, ma la impregna e la orienta al bene, dal di dentro.

La gratitudine alla Chiesa, che in questa giornata ci invita a pregare il Cuore Immacolato di Maria, è tanta perché riteniamo rivolte anche a noi le parole «Io non ti lascerò mai. Il Mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e il cammino che ti condurrà fino a Dio».

Infine, per chi non lo sapesse ed è abituato a recitare ogni giorno il Santo Rosario, è bello sapere che la preghiera con cui concludiamo ogni decina è stata insegnata dalla Bianca Signora ai tre Pastorelli: «O Gesù mio! Perdonateci, liberateci dal fuoco dell’inferno, portate in Cielo tutte le anime, specialmente quelle che ne hanno più bisogno» segno di quanto sia necessaria una pedagogia di origine divina per avere le parole giuste da rivolgere a Cristo.

E se il Cuore Immacolato non sia la “strada migliore e la più veloce” per arrivare a Cristo, non saprei proprio quale altra direzione indicare.


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che delizia! grazie