Ogni società si è distinta per qualcosa, la nostra per l’odio!

Ogni società si è distinta per qualcosa, la nostra per l’odio!

TUTTO QUELLO CHE NEL TEMPO HA PORTATO AL PROGRESSO SOCIALE, ORA SI STA RITORCENDO CONTRO DI NOI

Di Maria Bigazzi

Ogni società si è distinta per qualcosa, la nostra si caratterizza per una cosa in particolare: l’odio.

Potrebbe sembrare un’affermazione azzardata, ma se osserviamo i vari ambiti della società che caratterizzano la nostra esistenza, ci accorgiamo che non è così.

Ci stiamo ritrovando a lottare ogni giorno per sopravvivere, in quanto tutto quello che nel tempo ha portato al progresso sociale, ora si sta ritorcendo contro di noi.

La vita ad esempio. Non dovrebbe essere garantito ad ogni persona il diritto di vivere e ad essere accolta e curata? Eppure oggi utilizziamo gli strumenti di cura per individuare le vite che non si conformano ai dettami della società, per eliminarle direttamente nel grembo materno, lasciando morire miseramente l’embrione che già percepisce quello che gli sta accadendo.

Ma non solo. Oggi si eliminano anche i tanti anziani che diventano un peso per la società, mentre chi presenta delle disabilità non viene nemmeno considerato degno di vivere.

Un vero progresso per una società che promuove ed esalta il materialismo e che odia profondamente la vita.

Per quanto riguarda la libertà di espressione non si può certo stare allegri. Nonostante si senta sempre ripetere che ognuno è libero di dire quello che pensa, una volta detta la propria opinione, si viene subito assaliti da insulti, provocazioni e in alcuni casi anche aggressioni.

Per averne la prova non è neanche necessario uscire di casa, basta scrivere in rete che la Famiglia è quella naturale e che l’aborto è un atto violento contro la Vita, e subito si riceveranno numerosi insulti dai difensori della falsa libertà, quella che esiste solo per alcune categorie.

E quanto odio caratterizza le discussioni di quelli che si dicono pro choice? Affermano di difendere i diritti fondamentali mentre portano avanti quello di privare della vita qualcuno che considerano inferiore, solo perché non può difendersi.

Anche per quanto riguarda la figura della donna e mamma non si trova molto rispetto nello scambio di opinioni. Tra i diritti della donna infatti, c’è anche quello di realizzarsi in quanto mamma, perché la donna è l’unica che può portare e far crescere in grembo una vita. E questo è un privilegio, una caratteristica propria che dovrebbe essere fonte di gioia. Eppure, secondo l’ottica della nostra società, essa rappresenta un ostacolo, perché parlare di maternità significa precludere alla donna tante altre strade, affermazione questa tutt’altro che vera.

C’è una grande differenza tra il considerare il corpo della donna come un oggetto, tipico della nostra società, e il valorizzarlo come culla della vita, senza contare tutte le altre peculiarità che lo caratterizzano e che lo rendono diverso dall’uomo nelle sue qualità ma uguale nella dignità.

Nonostante tutto, incontriamo odio anche in questo caso, dove con la violenza e la rabbia vengono affermati diritti palesemente contro la persona e la sua dignità. Un chiaro esempio è l’ideologia gender, oggi tanto diffusa, che va a snaturare l’essere stesso della persona.

Molte volte sono le stesse leggi a porsi contro l’uomo, rendendolo un mero individuo privo della propria libertà.

E questo è ben dimostrato dalla Legge 194/78, dove aprendo le porte all’aborto, si è arrivati a non saper più riconoscere il valore inestimabile della vita. Infatti, se una vita nel grembo materno viene considerata un oggetto che se non si vuole si può eliminare, allora ben presto si arriverà a permettere l’eutanasia infantile, come accade già in tanti Paesi del mondo, in quanto se si considera più degna di vivere una persona rispetto ad un’altra, non importa se questa si trova nel grembo o fuori.

E proprio qui sta la chiave di tutto: nel riconoscere il valore della vita in qualunque suo stadio, e la prevalenza del diritto naturale, insito nel cuore dell’uomo, sul diritto positivo.

Non si può dire di avere diritto su qualcosa o qualcuno, se prima non si tiene conto dei diritti costitutivi della natura stessa dell’uomo.

A ben riflettere oggi l’uomo disprezza se stesso e la propria esistenza, in quanto si trova a vivere in una società impregnata dall’odio contro i valori fondamentali e contro chi li difende, perdendo così il senso della realtà e di quello che veramente conta.

La società moderna invita continuamente a soddisfare le proprie passioni, senza preoccuparsi degli effetti che avranno sull’altro, incitando a ricercare la felicità nell’affermarsi egoisticamente.

Crediamo forse che le battaglie pro-Lgbt o pro aborto siano per la felicità della persona? Non è così. Sono il prodotto di una società viziata, dove tutto è dovuto, anche il voler controllare le idee e la vita delle persone.

La sempre più crescente manipolazione della Vita dimostra quanto essa venga considerata un oggetto comprabile o modificabile a seconda delle proprie preferenze, svilendo così il suo valore intrinseco e intoccabile.

E la cornice di tutto questo è l’odio. Un odio che ormai troviamo in ogni ambito e istituzione, caratterizzato da una forte rabbia contro se stessi e contro gli altri.

Viviamo come se fossimo animali che devono lottare per affermarsi sull’altro e sopravvivere. “Homo homini lupus”, affermerebbe Hobbes.

Ma l’uomo, se veramente vuole essere libero e affermarsi in quanto essere dotato di ragione, deve abbattere la barriera che lo ha reso cieco ed egoista, deve riscoprire il valore della vita da cui proviene tutto il resto.

Non si tratta di un’utopia, ma di vincere le ideologie perverse che si stanno affermando nel mondo e utilizzare la ragione che va assieme ad un altro valore fondamentale: la Fede.

Il cristianesimo oggi è tanto odiato, perché è la vera Religione che ha dato dignità all’uomo, e che  mediante la Chiesa insegna che in nessun caso la persona umana può essere strumentalizzata per fini estranei al suo stesso sviluppo, il quale può trovare compimento pieno e definitivo soltanto in Dio e nel Suo progetto salvifico.

Perché una società sia giusta, essa deve realizzarsi soltanto nel rispetto della dignità trascendente della persona umana. Quest’ultima, infatti, rappresenta il fine ultimo della società, che ad essa è ordinata. Per cui l’ordine sociale e il suo progresso devono sempre far prevalere il bene delle persone.

Solo così potremo avere una società priva dell’odio che oggi purtroppo la caratterizza.

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