Ecco cosa non furono le Crociate

Ecco cosa non furono le Crociate

NON “GUERRA SANTA”, CONQUISTA COLONIALE E NEPPURE SPEDIZIONI DI AVVENTURIERI A CACCIA DI ORI E PREBENDE MA PELLEGRINAGGIO CON UNA DIMENSIONE ESCATOLOGICA

Di Pietro Licciardi

Dopo aver visto cosa furono realmente le crociate – non una guerra di conquista ma sostanzialmente un pellegrinaggio armato e un atto di legittima difesa dopo secoli di incessanti attacchi da parte dell’Islam all’Europa e al cuore stesso della cristianità –  (QUI) e quale lo spirito che le animava (QUI), vediamo brevemente cosa non furono

Le Crociate non furono una “guerra santa”, poiché il termine è sconosciuto nel cristianesimo medievale, mentre esiste ancora nella cultura islamica, Esse vennero piuttosto definite, con tanto di Bolle pontificie, “guerre giuste” e la differenza non è da poco; infatti nella tradizione cristiana medievale la guerra non è un valore in se ma può essere accettata solo se “giusta” e come extrema ratio, per riparare ad una ingiustizia perpetrata da un nemico. Ingiustizia, si badi bene, che non lede i diritti di un monarca terreno ma l’ordine dell’universo voluto dalla Provvidenza. Fu San Bernardo, nella sua nota epistola indirizzata ai Cavalieri Templari, agli inizi del secolo XII a sottolineare questa differenza, che la maggior parte dei commentatori laicisti moderni e contemporanei preferisce ignorare.

La Crociata non fu neppure una guerra di conquista “imperialistica”, come diremmo oggi, dalla quale trarre ricchezze materiali e vantaggi territoriali ma un pellegrinaggio in armi verso i Luoghi Santi, la cui occupazione da parte turca aveva sottratto Gerusalemme, alla devozione popolare. E Gerusalemme è il centro spirituale del mondo cristiano, luogo della primitiva rivelazione di Dio al popolo ebraico, della definitiva manifestazione di Dio sulla terra e luogo che vedrà la Seconda Venuta di Cristo alla fine dei Tempi, e alla pietà. Dunque la crociata aveva anche un dimensione escatologica.

Questa dimensione della Crociata spiega tra l’altro molte cose apparentemente assurde. Ad esempio l’andare a Gerusalemme, camminando per anni, combattendo per mesi, per sciogliere un voto e poi ripartire immediatamente per ritornare a casa propria, sempre che i pericoli e le asprezze del viaggio lo consentano. Peraltro le fonti letterarie ed artistiche del XII secolo sono ricche di riferimenti al ritorno del vecchio crociato a casa, provato ed invecchiato. Alla faccia del luogo comune per lo più di scuola marxista dell’avventuriero a caccia di ori e prebende.

Ma a smentire la favoletta raccontata da innumerevoli docenti universitari e professori di liceo secondo la quale la Crociata non fu che una colossale occasione di arricchimento individuale basta considerare come un intero ceto di milites europei, che in quanto tale era per l’epoca mediamente agiata, si mise in viaggio per anni, in condizioni di difficoltà materiali estreme, senza alcuna garanzia nemmeno di riuscire a vedere da lontano le mura di Gerusalemme, il tutto rigorosamente a spese proprie.

Anche coloro che riuscirono a vedere e ad entrare nella Città Santa rimanendo in vita, una volta sciolto il voto religioso che li aveva portati fino a lì, entro pochi mesi iniziavano il lungo e non meno pericoloso cammino di ritorno, tant’è che i Regni crociati di Terrasanta conobbero immediatamente una gravissima penuria di uomini; infine, malgrado la certezza del saccheggio che Gerusalemme patì nel 1099, non abbiamo notizie di significativi arricchimenti riportati in Europa dopo la conquista della Terrasanta. Anzi, i sovrani europei e i papi dovettero svenarsi per mantenere l’effimero Regno di Gerusalemme dal 1099 al 1291 il quale per sopravvivere doveva importare tutto ciò che occorreva da oltremare.

In termini puramente economici l’avventura in Terrasanta fu un pessimo investimento. E in ogni caso quale prospettiva di ricchezza materiale poteva compensare dieci-quindici anni di rischi mortali, sofferenze, combattimenti, lontananza dalla propria terra e dalla propria famiglia? Senza dimenticare il fatto che all’epoca questo lasso di tempo per noi tutto sommato breve esauriva la giovinezza del pellegrino in armi, e lo restituiva alla sua casa sicuramente più ricco di esperienze, ma altrettanto sicuramente invecchiato e indebolito.

Lo spessore spirituale della Crociata – per noi cattolici per lo più “adulti” ormai quasi del tutto incomprensibile – spiega anche un altro aspetto singolare: molti pellegrini in armi, o addirittura disarmati, si aggregavano ai diversi scaglioni di Crociati per riuscire ad arrivare a Gerusalemme semplicemente per morirvi ed essere sepolti lì, negli stessi luoghi che avevano visto la morte di Cristo.

Da sfatare anche il mito della Crociata come spedizione di fanatici armati assetati di sangue “infedele” e artefici di una sorta di protocolonialismo oppressore. I regni crociati di Terrasanta vissero per due secoli letteralmente circondati da musulmani in un prolungato confronto che non creò solamente scontri, ma anche diverse modalità di incontro tra culture così differenti. Le testimonianze arabe del tempo confermano il paradossale (per noi) clima di tolleranza religiosa che si respirava all’interno dei Regni crociati di Terrasanta, con gli Ordini cavallereschi come primi custodi, ad esempio, del diritto dei pellegrini musulmani di pregare nei Luoghi Santi di Gerusalemme.

Infine bisogna ribadire che non furono le Crociate ad aggredire l’Islam, Semmai nel breve lasso di tempo in cui i cavalieri europei e gli Ordini cavallereschi poterono rimanere in Terrasanta fu l’Europa ad avere un po’ di respiro. Cacciati i crociati infatti l’espansione ottomana riprese con rinnovato vigore sia sul mare che via terra. Solo nel 1571 con la vittoria della flotta cristiana a Lepanto il Sud dell’Europa poté riacquistare un minimo di sicurezza per le proprie navi e le proprie città costiere. Ricordiamo che appena novant’anni prima 18mila turchi erano sbarcati a Otranto massacrandone gli abitanti e martirizzandone 800 che avevano rifiutato di convertirsi all’islam. A oriente il rullo compressore mussulmano dopo aver conquistato Costantinopoli nel 1453 con il consueto corollario di bestiali atrocità sulla popolazione inerme, il clero e la nobiltà cristiana, arrivò a porre sotto assedio Vienna nel 1683.

Ancora una volta fu indetta una crociata e ancora una volta l’Europa fu salva.

Alla luce di ciò faremmo meglio a lasciare da parte i troppi luoghi comuni e le stupidaggini apprese nella scuola laica per tornare a conoscere e apprezzare la storia della Chiesa. Ci renderemmo allora conto che la luce che da essa promana è incomparabilmente superiore alle ombre, vere e presunte.

 

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