Vaccinati e non sono ugualmente schiavi di un sistema che decide sulle loro libertà naturali


di Emanuela Maccarone

IL PROF. GIOVANNI VANNI FRAJESE: “NON DIRE CHE ANCHE I VACCINATI POSSONO TRASMETTERE LA MALATTIA È SEMPLICEMENTE FOLLE”

In una delle recenti puntate del programma di Rete4 ‘Fuori dal Coro’ (condotto da Mario Giordano), la virologa Maria Rita Gismondo ha chiaramente specificato che “l’immunità di gregge non l’avremo mai, perché un virus a Rna non potrà mai ottenere un’immunità di gregge“. Ancora, la dottoressa ha ribadito che anche i vaccinati possono contrarre e trasmettere il virus, spiegando la necessità di affiancare ai vaccini altre terapie, al momento ignorate, perché con i soli vaccini, sono parole sue, “non vinceremo la battaglia contro il virus“.

Su quest’ultimo punto, l’avvocato Erich Grimaldi, Presidente del Comitato Cura Domiciliare e C19 e UCDL (Unione per le cure, i Diritti e le libertà), intervenendo lo scorso 7 dicembre in audizione presso la Commissione Affari costituzionali del Senato ha chiarito che per uscire dall’emergenza, “dobbiamo uscirne con tutte le armi e le armi non sono solo il vaccino e il green pass, ma sono il vaccino, le cure domiciliari precoci e i monoclonali“.

Per quanto riguarda i monoclonali, l’avvocato ha evidenziato la perdita di circa 60mila dosi vendute ad altri Paesi. Grimaldi ha citato anche uno studio in grado di dimostrare che con la giusta organizzazione, la tempestività dell’intervento (pazienti presi nei primi tre giorni dall’insorgenza dei sintomi) e con le giuste cure si può portare l’ospedalizzazione quasi allo 0%, anche per le persone ultra cinquantacinquenni, cardiopatici, obesi etc.

Presso la stessa Commissione parlamentare è intervenuto anche il dottor Giovanni Vanni Frajese, ricercatore e professore associato di Scienze Tecniche Mediche Applicate presso l’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, che attraverso alcuni dati ha spiegato il perché gli attuali vaccini Covid-19 sarebbero sperimentali.

Secondo il prof. Frajese, i vaccini anti-Covid sono sperimentali perché “i trials sono in corso e finiranno tra il 2022 e il 2023 nella fase 3. Ragion per cui, al di là del fatto che sia stata data un’autorizzazione emergenziale, i dati non sono ancora completati, pertanto è un vaccino sperimentale“, come spiegano anche dei dati pubblicati sul British Medical Journal.

Non solo, il ricercatore ha specificato che gli attuali vaccini “non sono in grado di prevenire la trasmissione della Sars Cov 2“: a dirlo sono gli stessi “bugiardini” delle case farmaceutiche. Inoltre, citando i dati della CDC (Centers for Disease Control and Prevention) statunitense e uno studio pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet, Vanni ha ribadito che i vaccinati continuano a contrarre e a trasmettere il virus: “Non dire che anche i vaccinati possono trasmettere la malattia è semplicemente folle“.

Anche autorevoli uomini di Chiesa si sono espressi sulle discriminazioni verso intere categorie di cittadini portate avanti con la scusa del Covid.

Monsignor Athanasius Schnedeir, Vescovo ausiliare di Astana, proprio su Informazione Cattolica ha parlato di una società “neo-comunista” che usa il Covid per scopi politici mentre l’ex nunzio negli Stati Uniti, arcivescovo Carlo Maria Viganò, già lo scorso anno, in piena pandemia, scriveva all’ex Presidente degli Usa, Donald Trump, riguardo ad un Great Reset in corso per la creazione di un Nuovo Ordine mondiale attraverso una dittatura sanitaria.


Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments