Nasce “40 giorni per la Vita”, un itinerario per contrastare la piaga dell’aborto

di Maria Bigazzi

LA SENSIBILIZZAZIONE SUL TEMA DELLA DIFESA DELLA VITA UMANA INNOCENTE SEMBRA ESSERE PIÙ LENTA E DIFFICOLTOSA NEL NOSTRO PAESE MA, FINALMENTE, QUALCOSA DALLE DIOCESI COMINCIA A MUOVERSI…

Nel pensiero comune spesso sentiamo l’espressione “abbattere muri” usata molte volte a sproposito. Ma c’è un muro che deve essere effettivamente abbattuto, dietro al quale si trova un’amara verità che vuole essere volutamente nascosta.

Si tratta del tema dell’aborto, e il muro è quello dell’indifferenza, “talvolta ignorante e talvolta colpevole”, come sottolinea il vescovo di Ventimiglia – Sanremo, mons. Antonio Suetta.

In alcuni Paesi del mondo, in particolare in America, dove la difesa della Vita viene maggiormente sentita, si ha un importante risveglio sulla presa di coscienza di una realtà tanto fondamentale, quanto spesso dimenticata.

In Italia la sensibilizzazione a tale tema sembra essere più lenta e difficoltosa. Questo anche a causa di una legge che si può solo definire iniqua, la 194/78 che prevede la legalizzazione dell’interruzione della gravidanza. Una terribile possibilità che nel tempo è diventata una prassi e un’arma utilizzata contro il nascituro i cui diritti vengono completamente ignorati, e verso chi si adopera per la difesa della Vita.

In occasione della Marcia per la Vita 2021, mons. Suetta, ha dichiarato in un video messaggio l’importanza di “dire con chiarezza, con coraggio e con perseveranza instancabile che chiediamo l’abrogazione di questa legge iniqua, rigettando con forza la convinzione perversa che tanto i singoli quanto lo Stato abbiano il diritto di sopprimere la vita umana”.

Ed è proprio nella diocesi di Ventimiglia-Sanremo che dobbiamo spostare la nostra attenzione. Il Signore, infatti, ha seminato un seme per arrivare al cuore di tanti e aprire gli occhi alla Verità.

Nasce così l’iniziativa “40 giorni per la Vita”, – un itinerario di preghiera, personale e comunitario, – come spiega il vescovo nel messaggio di presentazione – per implorare dal Signore che siano illuminate le coscienze di tutti gli uomini circa la grave e diffusa piaga dell’aborto e che l’umanità sia condotta a cancellare per sempre un tale efferato delitto contro il dono prezioso della vita, la dignità della donna e la sacralità della missione della famiglia.

Punto di partenza per intraprendere il cammino in difesa della Vita, deve essere la preghiera, vera fonte di fortezza e di consapevolezza, accompagnata da un sano discernimento e approfondimento del tema, accogliendo così l’invito di san Giovanni Paolo II, che nell’enciclica Evangelium vitae (25 marzo 1995) ricorda quanto sia “urgente una grande preghiera per la vita, che attraversi il mondo intero”.

Mediante le varie iniziative straordinarie e la preghiera abituale, Giovanni Paolo II nella sua Enciclica richiama ogni comunità cristiana, gruppo o associazione, famiglia e il cuore di ogni credente, ad elevare una supplica appassionata a Dio, Creatore e amante della vita (Evangelium Vitae § 100).

L’iniziativa “40 giorni per la Vita” ha il fine di coinvolgere la Diocesi, ma anche chiunque lo desideri da tutta Italia (o anche fuori) a unirsi in questa grande preghiera in difesa della Vita nascente, attraverso intenzioni specifiche, per riflettere ogni giorno con un brano tratto dalla Sacra Scrittura o dal Magistero recente e con una preghiera.

Attraverso l’aiuto di un libretto preparato dalla Diocesi, le cui pagine saranno anche pubblicate sui canali social, ci si impegna ogni giorno a riflettere sui temi proposti e a dedicare del tempo alla preghiera (una decina del Rosario, una visita eucaristica, una preghiera spontanea…) per ogni intenzione.

Ogni domenica viene fornita una catechesi e le tematiche che faranno da filo conduttore per la settimana. Questi 40 giorni si propongono come un invito e un monito a riflettere su un dono tanto prezioso, quanto attaccato e molto spesso disprezzato.L’aborto infatti, è una piaga che da secoli affligge l’umanità. Un sacrificio di vite umane che si perpetua e che non trova fine, il più grande “distruttore della pace oggi”, “una guerra diretta, un’uccisione diretta, un omicidio commesso dalla madre stessa”, come lo definisce Madre Teresa di Calcutta.

Oltre al male compiuto verso il bambino, l’aborto procura una ferita profonda nell’intimo della madre che è la culla della Vita e colei che crea a partire dal concepimento, un legame unico con il proprio bimbo anche se considerato “indesiderato”. Le conseguenze di tale pratica infatti, creano una sofferenza psicologica e spesso anche fisica nell’intimo della donna, ma anche del padre che non riveste affatto un ruolo marginale.

Tutto ciò fa crollare il falso slogan “del mio corpo decido io”. Infatti, non si tratta del corpo della donna, ma di un nuovo individuo che in esso si sta formando e che necessita di cure e protezione, creando già un rapporto con la madre.

E’ importante dunque, conoscere la gravità di tale atto da condannare, ma anche la misericordia del Signore che non abbandona chi lo ha compiuto, ma mette a disposizione, mediante la Chiesa e le varie opere a favore della Vita, strumenti per conoscere e pentirsi del male commesso, attraverso l’accompagnamento di chi si prodiga per difendere non solo un diritto, ma soprattutto un dono di Dio che è l’autore della Vita e l’unico padrone.

Le varie giornate di incontri organizzate dalla Diocesi attraverso l’iniziativa “40 giorni per la Vita”, hanno lo scopo di informare, mettersi a disposizione e far conoscere, anche attraverso la vendita di materiale distribuito in occasione delle veglie, l’argomento pro-vita.

I 40 giorni prenderanno il via martedì 28 dicembre, data in cui la Chiesa fa memoria dei santi bimbi innocenti, uccisi brutalmente per ordine di Erode. Una data non scelta a caso, proprio per ricordare come l’aborto continui ad essere un sacrificio di vite umane violentemente private del proprio essere, il cui sangue grida a Dio (Gn 4,10) e da Lui viene accolto in riscatto per molti.

Le varie date che sono pubblicate sui canali social, comprendono celebrazioni eucaristiche con il vescovo, veglie di preghiera, incontri con esperti come il dottor Giuseppe Noia e con i volontari di “La Vigna di Rachele”, importante realtà per chi necessita di riconciliarsi con Dio, con se stesso e con il bimbo abortito, attraverso un modello psico-spirituale per lenire le ferite che derivano dall’esperienza dell’aborto volontario.

Si concluderà questo cammino, domenica 6 febbraio, in occasione della 44a Giornata nazionale per la Vita, con la santa Messa presieduta da mons. Suetta.Il vescovo ricorda inoltre, che ad ogni appuntamento e nelle varie Parrocchie, sarà possibile contribuire con offerte all’iniziativa “adotta un nascituro”, per sostenere concretamente (e anche spiritualmente) le maternità più minacciate dalla povertà e dalla mancanza di mezzi. Si tratta di un’opera di carità molto preziosa agli occhi di Dio. Ciascuno di noi, nel proprio piccolo, può contribuire a questo progetto, attraverso la preghiera, la testimonianza, la carità spirituale e materiale.

Sappiamo che un piccolo seme se coltivato con amore e affidato al Signore porterà grande frutto. Dunque non indugiamo e intraprendiamo questo cammino quotidiano con amore e in comunione con chi si unirà all’iniziativa “40 giorni per la Vita”. 

Qui il link alla pagina Facebook e InstagramPer ulteriori informazioni: quarantagiorniperlavita@outlook.it; www.diocesiventimiglia.it.

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