Vorremmo una donna a capo dello Stato… ungherese!


di Simona Trecca

IL 2022 È UN ANNO DI SFIDE ELETTORALI IMPORTANTI PER DIVERSI PAESI MEMBRI DELL’UNIONE EUROPEA. A QUESTE SI AGGIUNGE L’ELEZIONE DEL NUOVO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA D’UNGHERIA, LA CUI PRINCIPALE CANDIDATA È LA CATTOLICA E PRO-LIFE KATALIN NOVÁK

Le più attese sfide elettorali dei prossimi mesi sono il voto anticipato in Portogallo (30 gennaio), le presidenziali francesi (10 aprile) e le elezioni politiche in Slovenia (24 aprile) in Ungheria (maggio).

Uno dei passaggi che ci riguarda più da vicino geograficamente parlando è l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica di Ungheria, che avverrà da parte del Parlamento magiaro ad aprile. Mentre in Italia il rinnovo dell’inquilino del Quirinale sarà esito di giochi politici, accordi e alleanze tra le varie forze parlamentari, il cui risultato potrebbe accontentare il Palazzo ma non il popolo italiano, in Ungheria tutto sommato politici e popolo potrebbero concordare sulla figura presentata dal partito conservatore Fidesz per la presidenza del Paese, ovvero Katalin Novák, 44 anni, madre di tre figli, che ha ricoperto fino a pochi giorni fa il ruolo di Ministro della famiglia nel Governo Orbán (incarico dal quale si è dimessa per meglio prepararsi alla sfida per il più alto seggio statale). La Novák si è infatti detta pronta, con uno zelo tipicamente femminile, a «rappresentare l’Ungheria ed a servire l’intera nazione con fede, anima e cuore» (About Hungary, 22/12/2021).

Mentre in Italia quindi tra intellettuali veri o presunti si sta promuovendo l’appello “Una donna al Quirinale”, cioè l’elezione di una figura femminile nel rispetto della rappresentanza delle quote rosa, in Ungheria invece il Governo punta sulle qualità e sulle competenze politiche e personali della candidata del partito Fidesz.

Di elevata preparazione culturale (parla inglese, francese e tedesco ed ha studiato Economia e Giurisprudenza), nel 2014 la Novák è diventata Sottosegretario di Stato per la Famiglia e la Gioventù, divenendo Ministro nell’autunno del 2020. Dal 2017 è vicepresidente del partito di maggioranza che, dal 2018, governa il Paese in coalizione con il Partito del Popolo Cristiano Democratico (KNPD).

Da Ministro della famiglia ha realizzato diversi interessanti progetti per contrastare la denatalità e sostenere la famiglia, misure non gravate, come accade invece in Italia, da una burocrazia che scoraggia l’accesso agli aiuti governativi e da un favor verso gli immigrati. Il Governo Orbán, infatti, ha puntato su progetti per le giovani coppie sposate e aiuti economici specifici per aiutare la formazione della famiglia come il piano CSOK (Prestito agevolato per l’acquisto della prima casa), bonus bebè, integrazione dei mutui, creazione di nuovi asili pubblici, esenzione dalle tasse e prestiti a interessi ridotto per i nuovi nuclei. Forte di questa esperienza la Novák si è dimessa dal suo incarico per prepararsi nel migliore dei modi.

«Se sarò eletta come prima  presidente donna dell’Ungheria cercherò di rappresentare con onore l’intera nazione», ha dichiarato in una recente intervista riportata sul blog About Hungary. Aggiungendo anche: «Per me è importante poter contribuire a restituire il pianeta Terra ai nostri figli e nipoti migliore di come lo abbiamo ereditato […] ma, per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo avere figli e nipoti!».

Inoltre la Novák ha detto che essere madre di tre figli la aiuta anche a capire l’importanza di dare il buon esempio e, «la carica di presidente della Repubblica significherebbe comportarsi in un certo modo e rappresentare quei valori che altri potrebbero seguire». Se dovesse essere eletta a Capo dello Stato il Governo a guida Fidesz potrebbe approfittarne per promuovere con altri Stati il concetto naturale di famiglia nell’Unione Europea.

Commentando una recente visita del presidente francese Emmanuel Macron a Budapest, la Novák ha affermato che, nonostante alcune divergenze di opinione, si potrebbero anche con l’Eliseo ritrovare punti di vista comuni quali l’interesse verso l’energia nucleare e l’importanza di proteggere i confini europei, sebbene «l’approccio della Francia alla migrazione – ha aggiunto –, a causa della sua storia, è completamente diverso da quello adottato dell’Ungheria» (fonte BT/MTI).

Determinazione, idee chiare e competenza sono quindi già presenti nella figura di questa brillante donna politica. E sappiamo tutti che la virtù femminile per eccellenza è la pazienza. Se Katalin Novák sarà eletta, nel lungo termine, si potranno forse riscrivere gli equilibri e le tendenze politiche di fondo del vecchio continente. E, forse, anche in nome di un “trittico” di valori che sta a cuore di tutti noi, ovvero famiglia, vita, educazione!


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