L’inganno dello yoga spiegato ai “pagani battezzati” che continuano a praticarlo


di Pietro Licciardi

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LA CHIESA E GLI ESORCISTI LO SCONSIGLIANO FORTEMENTE

InFormazione cattolica ha già messo in guardia i suoi lettori su certe discutibili pratiche come lo yoga, specialmente se a coltivare certe discipline sono i cattolici. Tuttavia giova tornare sull’argomento poiché vi sono religiosi e parrocchie che non demordono e continuano a fare orecchie da mercante nonostante gli autorevoli richiami all’ordine, come quello di Joseph Ratzinger, quando era Prefetto della Congregazione per la dottrina e la fede, secondo il quale «l’insegnamento della meditazione trascendentale e dello yoga nelle Chiese cattoliche e nelle comunità religiose da parte di sacerdoti mi sembra molto pericoloso» o del Pontificio consiglio del dialogo interreligioso che nel 2003 si espresse in questi termini: «Il suo scopo ultimo [dello yoga n.d.r.] è l’estinzione della coscienza. Scopo ultimo dell’orazione cristiana è invece l’incontro della persona umana con il Dio-persona». Pertanto, «in questa visione Dio non è trascendente e ciò porta inevitabilmente ad abbracciare una forma di panteismo, concezione incompatibile con il cristianesimo e con la rivelazione del Dio fatto uomo che parla a ogni anima».

A sconsigliare queste pratiche ci hanno provato anche gli esorcisti ma figuriamoci se qualcuno ha voglia di dar retta a questi relitti del passato, i quali ancora credono all’esistenza del demonio e dell’inferno. Inferno che per inciso deve essere assai affollato di questi tempi se diamo credito a ciò che i sacerdoti arruolati in questo “reparto speciale” della Chiesa, autentici navy seals nella lotta contro il maligno e l’occulto, dicono a proposito dei tatuaggi, passaporto per una calda vacanza all’inferno per tutti quei pagani battezzati che a digiuno di sacre scritture si fanno allegramente marchiare il corpo… o praticano discipline orientali.

Strumento prezioso per decifrare gli inganni dell’occulto in generale, e dello yoga praticato in maniera superficiale e ingenua, è il Manuale di demonologia di Salvatore Iuliano, con prefazione del noto esorcista Gabriele Amorth (1925-2016), il quale a proposito di questa tecnica usata per rendere più intensa e profonda la meditazione, riporta le parole di padre Pio, il santo di Pietrelcina, che invitava ad allontanare i sacerdoti e i religiosi che ritengono lo yoga buono per la preghiera cristiana perché «Sono demoni vestiti da prete».

In questa disciplina non solo infatti vi è la ripetizione meccanica di alcune parole – in realtà formule magiche – ma per praticarlo occorre accettare alcune norme etiche e disciplinari che sono fortemente influenzate da contenuti religiosi indù che sono l’opposto di quelli cristiani.

Fine dello yoga è la conquista dell’auto-dominio attraverso uno sforzo personale, il che porta a girare sempre intorno a se stessi ignorando la realtà del peccato e presupponendo possibile una forma di deificazione dell’uomo. E infatti a chi raggiunge gli ultimi gradi di iniziazione sono promessi certi poteri come la levitazione, la conoscenza del passato e del futuro, il conoscere la mente altrui, oltre alla capacità di camminare sul fuoco senza bruciarsi, o sull’ acqua senza affondare.

Insomma, si comincia a giocherellare in maniera innocente e ingenua con certe tecniche che promettono di superare lo stress e mantenere la forma fisica – o di pregare con maggiore intensità – e ci si ritrova poi a fondere gli esercizi fisici con quelli spirituali, mediante i mantra, magari abilmente camuffati con parole tratte dalle Sacre scritture. L’esito, scontato, è uno solo; provate voi a indovinare quale.

Agli sprovveduti “cattolici” che pregano con le gambe intrecciate e nella posizione del loto anziché in ginocchio come hanno sempre fatto santi e mistici, ricordiamo che la preghiera non si poggia su esercizi fisici e su metodi tecnici-spirituali, ma sulla fede e la fedeltà alla Chiesa.


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