L’amore per Dio è il fondamento

di Don Ruggero Gorletti


GIOVEDÌ DELLA NONA SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO


Dal vangelo secondo Marco 12,28b-34

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio».
E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

COMMENTO

L’amore di Dio e l’amore del prossimo: Gesù ce li presenta strettamente legati. Non sono però la stessa cosa. Già il fatto che uno sia primo e uno secondo indica che una qualche differenza c’è.

L’amore per Dio è il fondamento, la base, il motivo di tutto. Dio deve essere amato per Sé stesso. Dio deve essere amato con tutto l’essere umano, senza riserve. La parola «tutto» ricorre tre volte nella frase di Gesù. Dio, lo abbiamo detto altre volte, non vuole qualcosa, non vuole molto, vuole tutto. Non importa che sia tanto o che sia poco: Egli vuole tutto il nostro amore, la nostra dedizione, la nostra obbedienza. Come dice il libro del Deuteronomio, è un Dio geloso, non vuole dividerci con niente e con nessuno.

Dio solo deve essere amato per Se stesso, il prossimo deve essere amato perché si ama Dio, e non deve essere amato con tutto il mio essere. L’amore del prossimo non deve travalicare quello per Dio. Ricordiamo le parole di Gesù: «chi ama il padre o la madre più di me, non è degno di me» (Mt 10,37). Ma l’amore per il prossimo non è qualcosa di facoltativo: è il mezzo per amare Dio, ed è la prova dell’amore di Dio. Ricordiamo le parole della prima lettera di San Giovanni: «chi non ama il prossimo che vede, non può amare Dio che non vede». (1Gv 4,20).

L’amore per Dio è il centro, la sorgente, il culmine, il senso della nostra vita. L’amore per il prossimo (anche quando il prossimo fa di tutto per non farsi amare) è il modo con cui noi possiamo rendere concreto l’amore per Dio. Essere discepoli di Gesù significa soprattutto saper amare: saper amare Dio senza riserve, con tutto il nostro essere, e saper amare il prossimo, rendendolo partecipe del nostro amore per Dio.

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