Poveri giovani… vittime del male nascosto sotto mentite spoglie

Poveri giovani… vittime del male nascosto sotto mentite spoglie

di Maria Bigazzi

IL MALE VIENE ESALTATO E CONSIDERATO NATURALE

Abbiamo cominciato da poco il nuovo anno, ormai una sorta di battesimo in cui vengono fatti nuovi propositi accompagnati da programmi che scandiscono le nostre vite in modo perfetto (a nostro dire).

Un proposito buono sarebbe quello di affrontare un tema quanto mai necessario, ovvero come un giovane debba affrontare il proprio cammino in una società come quella attuale, che rifiuta e soprattutto odia tutti quei valori cristiani e quindi razionali, per quel rapporto fede e ragione sottolineato dai grandi della fede, a partire da sant’Agostino.

È quindi necessario soffermarsi sul ruolo del cristiano nel mondo, tenendo ben presenti le parole di Gesù, in cui ci ricorda che siamo nel mondo, ma non del mondo.

Come, dunque, si deve comportare un giovane di fronte a un repentino cambiamento sociale che quotidianamente attacca valori e principi fondamentali e che porta avanti lo stravolgimento della Creazione, della natura delle cose e dell’essere, ribaltando l’ordine voluto da Dio e il significato del bene e del male.

Pensiamo al tema della Vita, a come essa sia oggetto di ogni attacco e manipolazione; al tema dell’omosessualità, presentata come atteggiamento normale tale da pretendere di imporsi all’interno dell’ordinamento legislativo; all’esaltazione della natura, sostituita a Dio e divinizzata; alla concezione della morale e dell’etica, stravolte nel loro essere; alla perdita dei valori; all’esaltazione del carpe diem, etc.

Oggi il male viene esaltato e considerato naturale, nascosto sotto mentite spoglie e utilizzato come esca per attirare sempre più giovani. Ne abbiamo avuto conferma nel periodo pandemico dove al ricatto libertà/vaccino, i giovani sono stati la prima massa a prostituirsi per fuggire da quella condizione tanto rifuggita che è la sofferenza.

I giovani rappresentano il futuro della società e coloro che educheranno le nuove generazioni, per questo vengono visti come la categoria più interessante da portare nel vortice individualista della società moderna, da plasmare secondo il modello dell’uomo “2030”.

Per tale motivo un giovane deve avere tutte le armi per difendersi e per vivere cristianamente in una società piena di insidie e tentazioni.

ll primo punto è quello di uscire dal proprio individualismo e interrogarsi sulla propria vocazione, a cosa si è chiamati, quale sia la propria vocazione individuale – senza dimenticare quella universale alla santità – che si compie all’interno della società stessa e permette all’uomo di realizzarsi e impegnarsi, sfuggendo un altro male oggi molto diffuso, l’apatia.

Ci vengono in aiuto le vite esemplari dei santi giovani da approfondire, come Pier Giorgio Frassati, Rosario Livatino, Chiara Luce, Nunzio Sulprizio, Sandra Sabattini, Carlo Acutis, etc.; ma è anche necessario nel presente in cui si vive, trovare una guida in figure rette che possano accompagnare lungo il cammino spirituale individuale (la figura di un sacerdote, di una guida spirituale), assieme ad altri giovani con i quali condividere i valori e la fede.

A tal proposito è importante soffermarsi sul senso vero dell’amicizia, riflettendo sul suo significato cristiano, di cui in Filotea san Francesco di Sales ben ne delinea l’essenza. Inoltre, è importante riscoprire il ruolo del cristiano all’interno della società. Essere cristiani non è solo identificarsi con un gruppo, fare propri certi valori, lasciando che sia un’appartenenza fine a sé stessa, da vivere solo in certe occasioni.

Essere cristiano significa essere chiamato a testimoniare e portare Cristo nel mondo, nella società in cui si vive, affinché sia Lui a regnare. È quindi un ruolo fondamentale che va riscoperto: cristiani si è sempre, nel modo di vivere, di pensare, nei rapporti, nei ruoli che si ricoprono.

Si delinea quindi un altro punto importantissimo, ovvero la concezione di libertà che oggi si concretizza nel porsi al centro della propria esistenza, eliminando ogni rapporto con la legge divina e morale. Giovanni Paolo II sottolinea che “La libertà non consiste nel fare ciò che ci piace, ma nell’avere il diritto di fare ciò che dobbiamo”.

Ci si collega qui alla dottrina sociale della Chiesa, al ruolo che il cristiano riveste nella società e anche nella politica, e alla definizione di peccato sociale, ovvero “ogni peccato contro i diritti della persona umana, a cominciare dal diritto alla vita, incluso quello del nascituro, o contro l’integrità fisica di qualcuno; ogni peccato contro la libertà altrui, specialmente contro la libertà di credere in Dio e di adorarlo; ogni peccato contro la dignità e l’onore del prossimo” e ancora “ogni peccato contro il bene comune e contro le sue esigenze, in tutta l’ampia sfera dei diritti e dei doveri dei cittadini”.

Queste sono tematiche attuali che un giovane deve affrontare con consapevolezza e preparazione per contrastare i numerosi attacchi e vivere con rettitudine, senza scendere a compromessi con il mondo.

Oggi, infatti, molti si dicono cristiani e cattolici, pur sostenendo pratiche come l’aborto, l’eutanasia, le unioni civili, l’adozione di bambini a coppie omosessuali, la manipolazione della vita, etc…

Importanti sono la riflessione filosofica di san Tommaso d’Aquino sulla Creazione, il ruolo dell’uomo, e il collegamento alla legge naturale e al diritto naturale o giusnaturalismo, il quale postula l’esistenza di una serie di principi eterni e immutabili, inscritti nella natura umana, che non devono essere soffocati.

Dal concetto di libertà, e quindi affrontando anche il tema del libero arbitrio in cui l’uomo può scegliere il bene o il male, ci si collega alla dignità dell’uomo e al concetto di giustizia che si concretizza in una visione trascendente della vita. Da tali riflessioni si giunge al concetto di verità, criterio fondamentale nel cammino di un giovane e ideale nobile per cui spendersi.

Giovanni Paolo II ricordava in occasione della XV giornata della gioventù: “[…] dicendo «sì» a Cristo, voi dite «sì» ad ogni vostro più nobile ideale. Io prego perché Egli regni nei vostri cuori e nell’umanità del nuovo secolo e millennio. Non abbiate paura di affidarvi a Lui. Egli vi guiderà, vi darà la forza di seguirlo ogni giorno e in ogni situazione”. E ancora “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!”.

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