A Civitavecchia la Madonna preannunciò e spiegò l’attualità del conflitto Russia-Ucraina?

A Civitavecchia la Madonna preannunciò e spiegò l’attualità del conflitto Russia-Ucraina?

di Emanuela Maccarrone

ERA IL 1995 QUANDO UNA STATUETTA RAFFIGURANTE MARIA SANTISSIMA, PROVENIENTE DA MEDJUGORJE E APPARTENENTE ALLA FAMIGLIA GREGORI DI CIVITAVECCHIA, LACRIMÒ SANGUE. CHE FINE HANNO FATTO I MESSAGGI LEGATI A QUEI FENOMENI STRAORDINARI?

Nel libro La profezia dei due Papi il giornalista e vaticanista Saverio Gaeta riporta così la sintesi di papà Fabio dei messaggi della Madonna di Civitavecchia: «Ci ha messo in guardia che Satana è potente e vuole scatenare l’odio, quindi la guerra per distruggere l’umanità. E per raggiungere questo scopo vuole abbattere la Chiesa di Dio, incominciando dalla piccola chiesa domestica che è la famiglia […]. La minaccia è di un conflitto nucleare tra l’Occidente e l’Oriente, la terza guerra mondiale. E la Madonna ha aggiunto che il demonio avrebbe fatto di tutto per minare l’unità della famiglia cristiana fondata sul matrimonio […]. La Chiesa avrebbe conosciuto una nuova apostasia».

Dinanzi alle parole di Maria Santissima e volgendo lo sguardo alla realtà che ci circonda  non è difficile notare una certa congruenza con quanto preannunciato anche a Civitavecchia. È da tempo che diversi prelati si sono mobilitati in difesa della ortodossia contro le richieste espresse dai Vescovi tedeschi e quelle emerse nel cammino sulla Sinodalità (riguardo l’indissolubilità del matrimonio tra uomo e donna, il sacerdozio femminile, la benedizione delle coppie omosessuali e via dicendo) che vorrebbero una Chiesa più accogliente e in sostanza permissiva, in netto contrasto con i dogmi della fede cattolica e, quindi, con gli insegnamenti di Gesù Cristo.

Tra i vari interventi, si ricordano quelli di monsignor Athanasius Schneider (sul dovere di ogni credente di rimanere fedele alla Chiesa di tutti i tempi), del Cardinale Gerhard Müller (sull’immutabilità della Rivelazione Divina), dell’abate Marian Eleganti (sul pericolo di una politicizzazione della Chiesa cattolica) e il recente del Cardinale Antonio María Rouco Varela.

È inevitabile, inoltre, ignorare un processo di scristianizzazione che sta colpendo il mondo occidentale e che riguarda non solo le istituzioni, ma anche una diffusa cristianofobia. Si possono citare i moniti di vari prelati, tra i quali quelli del Cardinale Robert Sarah (sulla libertà religiosa minacciata in Occidente) e del Cardinale Gerhard Müller (sull’esclusione della religione dalla sfera pubblica) o di figure politiche come quella del ministro degli Esteri Antonio Tajani (l’Europa e le sue radici cristiane dimenticate).

Al contempo, non si può far finta di niente riguardo l’attuale conflitto tra l’Occidente e la Russia. Secondo il professore Alessandro Orsini, studioso dei fenomeni terroristici, la guerra va peggiorando di giorno in giorno con il rischio di un’internazionalizzazione del conflitto. Nelle recenti puntate del programma televisivo Cartabianca lo studioso non ha escluso la probabilità che il conflitto si stia avviando verso l’uso dell’arma nucleare. Secondo Orsini, l’inasprimento del conflitto è stato causato dalla mancata o reale volontà dell’Occidente di trattare per la pace, per non assecondare le richieste territoriali della Russia. A parere del professore, quindi, l’Occidente avrebbe optato per l’invio delle armi non solo per difendere il popolo ucraino ma anche per prolungare il conflitto.

La Madre di Dio nei suoi messaggi sta invitando l’umanità alla conversione e alla pace già dal 1917 con le apparizioni di Fatima. Purtroppo, però, non possiamo certo dire che l’uomo del XXI secolo stia mettendo in pratica la saggezza dei niniviti che, avvertiti dal profeta Giona sull’imminente castigo divino dovuto alla loro condotta malvagia, fecero penitenza e chiesero perdono a Dio. La sfida fondamentale di noi cristiani diventa allora quella di rimetterci in spirito contemplativo e in una situazione interiore di disponibilità di fronte alla promessa e alla proposta di Dio che in Gesù Cristo che, a questo nostro mondo contemporaneo non meno che nei primi tempi del Cristianesimo, continua ad offrire la sua pace e salvezza.

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